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È necessario un rovesciamento di sguardo che ci affranchi da antichi e nuovi cinismi e ci restituisca signoria sulle nostre storie di vita.

Laboratorio duemilaventisei

Disegni da passato, presente e futuro

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In occasione della Notte Bianca modenese e della Notte Europea dei Musei,…

Argomenti / Centro culturale

Il governo della razionalità

Tecnica e politica nel mondo contemporaneo
In età moderna il governo in senso proprio, cioè parziale, scompare, sostituito da un diverso concetto, la sovranità, costruita attraverso la rappresentanza universale e il mandato libero, in vista della formazione di un ordine politico unitario, razionale e giuridificato, cioè costituito da leggi emanate dalla stessa sovranità. Da questa nuova…
In età moderna il governo in senso proprio, cioè parziale, scompare, sostituito da un diverso concetto, la sovranità, costruita attraverso la rappresentanza universale e il mandato libero, in vista della formazione di un ordine politico unitario, razionale e giuridificato, cioè costituito da leggi emanate dalla stessa sovranità. Da questa nuova costellazione concettuale trae la propria essenza, e i propri problemi, la democrazia moderna. Nella modernità il problema fondamentale del pensiero politico non è il governo (chi governa chi), ma determinare chi, perché, e con quali limiti, detenga il sommo potere legislativo. Se il modo classico di pensare alla politica consiste nel chiedersi quale sia la migliore forma politica e quali siano i “migliori” che possono…
In età moderna il governo in senso proprio, cioè parziale, scompare, sostituito da un diverso concetto, la sovranità, costruita attraverso la rappresentanza universale e il mandato libero, in vista della formazione di un ordine politico unitario, razionale e giuridificato, cioè costituito da leggi emanate dalla stessa sovranità. Da questa nuova costellazione concettuale trae la propria essenza, e i propri problemi, la democrazia moderna. Nella modernità il problema fondamentale del pensiero politico non è il governo (chi governa chi), ma determinare chi, perché, e con quali limiti, detenga il sommo potere legislativo. Se il modo classico di pensare alla politica consiste nel chiedersi quale sia la migliore forma politica e quali siano i “migliori” che possono e devono governare, i moderni, invece, non vogliono essere governati da “qualcuno”, per bene intenzionato o illuminato che egli sia. I moderni non si fanno governare dal guerriero, dal saggio, dal filosofo, dal nobile, dal prete, ma da se stessi, ciascuno uguale all’altro (e quindi fuori dalle tradizionali strutture castali e cetualcorporative), e tutti uniti da un potere generale e universale, che nasce da tutti, che rappresenta tutti, e che è valido erga omnes: ossia la sovranità. Tutto ciò nasce dal fatto che i moderni si pongono come problema politico principale non la qualità del governo o dei governanti ma la creazione di un ordine artificiale che garantisca unità e pace. Infatti la modernità politica – lo Stato – nasce dall’esperienza delle guerre civili di religione, che dimostrano che Dio non è più il fondamento adeguato della politica, e che quindi la Chiesa non può più pretendere, con la propria Auctoritas, il monopolio della verità; la modernità politica – lo Stato – è un impressionante spostamento del baricentro della politica verso il potere laico unitario e centralizzato. Lo Stato moderno non nasce democratico: anzi, la sua prima forma è lo Stato assoluto in alleanza – strumentale – con la Chiesa, e la sua prima logica…
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Tre pittori e la filosofia. Diego Velázquez, Caspar David Friedrich, Paul Klee

Discussione pubblica
Argomenti / Centro studi religiosi

Il bene del mondo

Armonia del cosmo e responsabilità individuale nella tradizione induista

L’opposizione assoluto/relativo conduce a una duplice visione dell’etica: una che chiamerei «verticale» e «spirituale», fatta di «conoscenza» o consapevolezza del Sé, che individua di conseguenza nell’ignoranza (avidya) il male, e una che chiamerei «orizzontale» e che riguarda i rapporti con gli altri uomini in seno alla società civile. La prima…

L’opposizione assoluto/relativo conduce a una duplice visione dell’etica: una che chiamerei «verticale» e «spirituale», fatta di «conoscenza» o consapevolezza del Sé, che individua di conseguenza nell’ignoranza (avidya) il male, e una che chiamerei «orizzontale» e che riguarda i rapporti con gli altri uomini in seno alla società civile. La prima visione è propria, in particolare, del samnyasa, ovvero dell’esperienza monastica di distacco dal mondo, nella quale riemerge il valore della singola persona di contro a quello della «casta», che caratterizza la vita sociale degli hindu; nella seconda l’etica assume un carattere «relativo», perché viene rapportata non tanto alla persona o alla coscienza individuale, quanto piuttosto alla funzione che ciascuno svolge nel contesto sociale, cioè alla…

L’opposizione assoluto/relativo conduce a una duplice visione dell’etica: una che chiamerei «verticale» e «spirituale», fatta di «conoscenza» o consapevolezza del Sé, che individua di conseguenza nell’ignoranza (avidya) il male, e una che chiamerei «orizzontale» e che riguarda i rapporti con gli altri uomini in seno alla società civile. La prima visione è propria, in particolare, del samnyasa, ovvero dell’esperienza monastica di distacco dal mondo, nella quale riemerge il valore della singola persona di contro a quello della «casta», che caratterizza la vita sociale degli hindu; nella seconda l’etica assume un carattere «relativo», perché viene rapportata non tanto alla persona o alla coscienza individuale, quanto piuttosto alla funzione che ciascuno svolge nel contesto sociale, cioè alla casta. Dal momento che gli uomini non sono uguali fra loro, la valutazione di un atto è condizionata dalla stima della funzione di chi lo compie e di chi lo subisce e il comportamento varia a seconda che l’azione umana sia rivolta a persone di pari dignità, oppure a superiori o a inferiori. Non solo, ma sulla via stessa del progresso spirituale gli obblighi morali mutano a seconda del livello spirituale che si è raggiunto.

Ma il dilemma fondamentale, per quel che concerne il comportamento etico, rimane quello fra «attività» (pravrtti) e «inattività» (nivrtti), fra l’agire nel mondo conformemente al proprio dovere di casta (dharma) e la completa rinuncia all’azione nella dimensione del moksa (la liberazione dal divenire); è il dilemma che si palesa come eterna tensione fra il desiderio (che comporta l’azione) e la rinuncia, fra l’ideale di una vita «ordinata» nel mondo che diviene e quello di un totale annientamento che è nel medesimo tempo totale pienezza. Il Mahabharata precisa, a questo proposito, che il dharma caratterizzato dalla pravrtti è stato stabilito per i capifamiglia, mentre l’altro dharma, caratterizzato dalla nivrtti, ha come obiettivo il moksa (XIII, 141, 76 e 80). La risposta forse più completa e articolata a questo dilemma è contenuta nella Bhagavad-gita. Pur sottolineando l’importanza della conoscenza e dell’amore devoto, questo testo sembra privilegiare proprio l’azione; ma si tratta di un’azione del tutto speciale, nella quale si risolve l’eterna…

Luigi Manzini

Maestro di disegno
1805-1866

Giovan Battista Ayroli

Convittore
1731-1808

Filippo Filonardi

Principe di Belle Lettere
1753-1834

Lazzaro Mocenigo

Convittore
1624-1657
Citazione del giorno

Il fatto di avere fra le proprie rappresentazioni anche quella dell’Io eleva l’essere umano infinitamente al di sopra di tutti gli altri esseri viventi sulla terra.

Ritratto del giorno

Carlo Piancastelli

Convittore
1867-1938
Dal passato

La sede estiva del Collegio a Braida (Sassuolo)

inizio XX secolo
Le Pubblicazioni

Issues of Interpretation

Texts, Images, Rites
Franz Steiner Verlag - Stuttgart, 2018
Il Patrimonio

Cornice

Cappella dei convittori
1812-1837

Filosofia e teatro

Il Simposio da Platone, mise en espace, ERT − Emilia Romagna Teatro Fondazione e Fondazione San Carlo, 8 – 10…

I diversi volti dell’ambiente

Cominciano domani le sessioni di presentazione e di discussione dei lavori condotti durante l’anno scolastico dagli studenti di 20 classi…

Dai social
Vita di collegio
Vita di collegio

L’incontro con Mauro Forghieri

Un autentico viaggio nel tempo, in un’epoca di grandi passioni sportive e successi indimenticabili: questo è stato il filo conduttore…

Un autentico viaggio nel tempo, in un’epoca di grandi passioni sportive e successi indimenticabili: questo è stato il filo conduttore dell’incontro di oggi con Mauro Forghieri, direttore tecnico della Scuderia Ferrari negli “Anni d’Oro”. Sotto la sua guida, le monoposto del Cavallino Rampante hanno conquistato ben 54 Gran Premi, 4 titoli piloti e 7 titoli costruttori.

L’uomo che ha scritto la storia dei trionfi Ferrari ha ripercorso con gli studenti del Collegio della Fondazione San Carlo oltre quarant’anni di un’avventura professionale e personale ineguagliabile ai vertici dell’automobilismo sportivo. L’incontro è stato condotto da Roberta Giani, direttrice della Gazzetta di Modena.

L’ingegnere ha esortato gli studenti ad acquisire una solida preparazione nei loro percorsi di studi e a circondarsi di persone capaci: “Se dovessi…

Un autentico viaggio nel tempo, in un’epoca di grandi passioni sportive e successi indimenticabili: questo è stato il filo conduttore dell’incontro di oggi con Mauro Forghieri, direttore tecnico della Scuderia Ferrari negli “Anni d’Oro”. Sotto la sua guida, le monoposto del Cavallino Rampante hanno conquistato ben 54 Gran Premi, 4 titoli piloti e 7 titoli costruttori.

L’uomo che ha scritto la storia dei trionfi Ferrari ha ripercorso con gli studenti del Collegio della Fondazione San Carlo oltre quarant’anni di un’avventura professionale e personale ineguagliabile ai vertici dell’automobilismo sportivo. L’incontro è stato condotto da Roberta Giani, direttrice della Gazzetta di Modena.

L’ingegnere ha esortato gli studenti ad acquisire una solida preparazione nei loro percorsi di studi e a circondarsi di persone capaci: “Se dovessi dare un consiglio a un ingegnere, è quello di cercare compagni molto preparati, che siano tanti e siano bravi, perché le intuizioni non vengono mai da un solo individuo ma dagli scontri di idee in un gruppo. È da lì che nascono le idee all’avanguardia: solo dal confronto con gli altri nascono le migliori intuizioni”. Forghieri si è dilungato in particolare sull’importanza del lavoro di squadra: “l’incontro tra le culture, tra origini e sensibilità diverse, può far nascere la creatività necessaria per sviluppare le tecnologie del futuro”.

La serata era parte del ciclo “Incontri del Collegio”, nell’ambito del quale affermati professionisti e personalità di rilievo condividono con gli studenti le loro…

Piccoli filosofi al lavoro!

Una giornata di laboratori di filosofia con i bambini per scoprire il bello di pensare insieme con il gioco, il disegno, il racconto: si è svolta ieri la nuova edizione…