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È necessario un rovesciamento di sguardo che ci affranchi da antichi e nuovi cinismi e ci restituisca signoria sulle nostre storie di vita.

Laboratorio duemilaventisei

Un volto molte persone

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Nell’ambito dell’esposizione fotografica Una faccia una razza di Francesco Radino, proposta dalla…

Argomenti / Centro culturale

Il governo della razionalità

Tecnica e politica nel mondo contemporaneo
In età moderna il governo in senso proprio, cioè parziale, scompare, sostituito da un diverso concetto, la sovranità, costruita attraverso la rappresentanza universale e il mandato libero, in vista della formazione di un ordine politico unitario, razionale e giuridificato, cioè costituito da leggi emanate dalla stessa sovranità. Da questa nuova…
In età moderna il governo in senso proprio, cioè parziale, scompare, sostituito da un diverso concetto, la sovranità, costruita attraverso la rappresentanza universale e il mandato libero, in vista della formazione di un ordine politico unitario, razionale e giuridificato, cioè costituito da leggi emanate dalla stessa sovranità. Da questa nuova costellazione concettuale trae la propria essenza, e i propri problemi, la democrazia moderna. Nella modernità il problema fondamentale del pensiero politico non è il governo (chi governa chi), ma determinare chi, perché, e con quali limiti, detenga il sommo potere legislativo. Se il modo classico di pensare alla politica consiste nel chiedersi quale sia la migliore forma politica e quali siano i “migliori” che possono…
In età moderna il governo in senso proprio, cioè parziale, scompare, sostituito da un diverso concetto, la sovranità, costruita attraverso la rappresentanza universale e il mandato libero, in vista della formazione di un ordine politico unitario, razionale e giuridificato, cioè costituito da leggi emanate dalla stessa sovranità. Da questa nuova costellazione concettuale trae la propria essenza, e i propri problemi, la democrazia moderna. Nella modernità il problema fondamentale del pensiero politico non è il governo (chi governa chi), ma determinare chi, perché, e con quali limiti, detenga il sommo potere legislativo. Se il modo classico di pensare alla politica consiste nel chiedersi quale sia la migliore forma politica e quali siano i “migliori” che possono e devono governare, i moderni, invece, non vogliono essere governati da “qualcuno”, per bene intenzionato o illuminato che egli sia. I moderni non si fanno governare dal guerriero, dal saggio, dal filosofo, dal nobile, dal prete, ma da se stessi, ciascuno uguale all’altro (e quindi fuori dalle tradizionali strutture castali e cetualcorporative), e tutti uniti da un potere generale e universale, che nasce da tutti, che rappresenta tutti, e che è valido erga omnes: ossia la sovranità. Tutto ciò nasce dal fatto che i moderni si pongono come problema politico principale non la qualità del governo o dei governanti ma la creazione di un ordine artificiale che garantisca unità e pace. Infatti la modernità politica – lo Stato – nasce dall’esperienza delle guerre civili di religione, che dimostrano che Dio non è più il fondamento adeguato della politica, e che quindi la Chiesa non può più pretendere, con la propria Auctoritas, il monopolio della verità; la modernità politica – lo Stato – è un impressionante spostamento del baricentro della politica verso il potere laico unitario e centralizzato. Lo Stato moderno non nasce democratico: anzi, la sua prima forma è lo Stato assoluto in alleanza – strumentale – con la Chiesa, e la sua prima logica…
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Tre pittori e la filosofia. Diego Velázquez, Caspar David Friedrich, Paul Klee

Discussione pubblica
Argomenti / Centro studi religiosi

Il bene del mondo

Armonia del cosmo e responsabilità individuale nella tradizione induista

L’opposizione assoluto/relativo conduce a una duplice visione dell’etica: una che chiamerei «verticale» e «spirituale», fatta di «conoscenza» o consapevolezza del Sé, che individua di conseguenza nell’ignoranza (avidya) il male, e una che chiamerei «orizzontale» e che riguarda i rapporti con gli altri uomini in seno alla società civile. La prima…

L’opposizione assoluto/relativo conduce a una duplice visione dell’etica: una che chiamerei «verticale» e «spirituale», fatta di «conoscenza» o consapevolezza del Sé, che individua di conseguenza nell’ignoranza (avidya) il male, e una che chiamerei «orizzontale» e che riguarda i rapporti con gli altri uomini in seno alla società civile. La prima visione è propria, in particolare, del samnyasa, ovvero dell’esperienza monastica di distacco dal mondo, nella quale riemerge il valore della singola persona di contro a quello della «casta», che caratterizza la vita sociale degli hindu; nella seconda l’etica assume un carattere «relativo», perché viene rapportata non tanto alla persona o alla coscienza individuale, quanto piuttosto alla funzione che ciascuno svolge nel contesto sociale, cioè alla…

L’opposizione assoluto/relativo conduce a una duplice visione dell’etica: una che chiamerei «verticale» e «spirituale», fatta di «conoscenza» o consapevolezza del Sé, che individua di conseguenza nell’ignoranza (avidya) il male, e una che chiamerei «orizzontale» e che riguarda i rapporti con gli altri uomini in seno alla società civile. La prima visione è propria, in particolare, del samnyasa, ovvero dell’esperienza monastica di distacco dal mondo, nella quale riemerge il valore della singola persona di contro a quello della «casta», che caratterizza la vita sociale degli hindu; nella seconda l’etica assume un carattere «relativo», perché viene rapportata non tanto alla persona o alla coscienza individuale, quanto piuttosto alla funzione che ciascuno svolge nel contesto sociale, cioè alla casta. Dal momento che gli uomini non sono uguali fra loro, la valutazione di un atto è condizionata dalla stima della funzione di chi lo compie e di chi lo subisce e il comportamento varia a seconda che l’azione umana sia rivolta a persone di pari dignità, oppure a superiori o a inferiori. Non solo, ma sulla via stessa del progresso spirituale gli obblighi morali mutano a seconda del livello spirituale che si è raggiunto.

Ma il dilemma fondamentale, per quel che concerne il comportamento etico, rimane quello fra «attività» (pravrtti) e «inattività» (nivrtti), fra l’agire nel mondo conformemente al proprio dovere di casta (dharma) e la completa rinuncia all’azione nella dimensione del moksa (la liberazione dal divenire); è il dilemma che si palesa come eterna tensione fra il desiderio (che comporta l’azione) e la rinuncia, fra l’ideale di una vita «ordinata» nel mondo che diviene e quello di un totale annientamento che è nel medesimo tempo totale pienezza. Il Mahabharata precisa, a questo proposito, che il dharma caratterizzato dalla pravrtti è stato stabilito per i capifamiglia, mentre l’altro dharma, caratterizzato dalla nivrtti, ha come obiettivo il moksa (XIII, 141, 76 e 80). La risposta forse più completa e articolata a questo dilemma è contenuta nella Bhagavad-gita. Pur sottolineando l’importanza della conoscenza e dell’amore devoto, questo testo sembra privilegiare proprio l’azione; ma si tratta di un’azione del tutto speciale, nella quale si risolve l’eterna…

Paolo Boschetti

Fondatore del Collegio dei Nobili
1585-1627

Filippo Filonardi

Principe di Belle Lettere
1753-1834

Federico Manfredini

Convittore
1743-1829

Giacomo Molza

Convittore
1715-1792
Citazione del giorno

Il fatto di avere fra le proprie rappresentazioni anche quella dell’Io eleva l’essere umano infinitamente al di sopra di tutti gli altri esseri viventi sulla terra.

Ritratto del giorno

Achille Tacoli

Principe in Scienze
1827-1908
Dal passato

Studenti in abiti teatrali

inizio XX secolo
Le Pubblicazioni

Il tempo presente e altre catastrofi

Attualità dell’Apocalisse
Edizioni Dehoniane - Bologna, 2018
Il Patrimonio

Cornice

Cappella dei convittori
1812-1837

Filosofia e teatro

Il Simposio da Platone, mise en espace, ERT − Emilia Romagna Teatro Fondazione e Fondazione San Carlo, 8 – 10…

Studenti in cattedra

“Semel in anno…” diceva Seneca per ammettere, in una sola occasione dell’anno, qualche piccola trasgressione. Per gli studenti delle scuole…

Dai social
Vita di collegio
Vita di collegio

Una comunità universitaria a misura di futuro

Ha avuto grande successo il Festival della Cultura Digitale Modena Smart Life organizzato dal Comune di Modena, che si è concluso ieri dopo…

Ha avuto grande successo il Festival della Cultura Digitale Modena Smart Life organizzato dal Comune di Modena, che si è concluso ieri dopo tre giornate ricche di iniziative.

Il Collegio ha partecipato da protagonista grazie alla partnership della Fondazione Collegio San Carlo di Modena con l’Università di Modena e Reggio Emilia e con la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.

I Collegiali hanno avuto un ruolo decisivo nell’organizzazione delle attività ospitate nel palazzo di via San Carlo e nel centro storico. La preparazione dell’evento è stata una sfida: erano tante le attività da coordinare per garantirne il successo. Gli studenti del Collegio, come volontari, hanno collaborato con passione, entusiasmo e determinazione.

“Ho apprezzato molto il Festival Modena Smart Life perché ha dato la possibilità, anche a noi collegiali, di vivere intensamente l’evento”,…

Ha avuto grande successo il Festival della Cultura Digitale Modena Smart Life organizzato dal Comune di Modena, che si è concluso ieri dopo tre giornate ricche di iniziative.

Il Collegio ha partecipato da protagonista grazie alla partnership della Fondazione Collegio San Carlo di Modena con l’Università di Modena e Reggio Emilia e con la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.

I Collegiali hanno avuto un ruolo decisivo nell’organizzazione delle attività ospitate nel palazzo di via San Carlo e nel centro storico. La preparazione dell’evento è stata una sfida: erano tante le attività da coordinare per garantirne il successo. Gli studenti del Collegio, come volontari, hanno collaborato con passione, entusiasmo e determinazione.

“Ho apprezzato molto il Festival Modena Smart Life perché ha dato la possibilità, anche a noi collegiali, di vivere intensamente l’evento”, dice Gaetano, studente di Ingegneria meccanica, che prosegue: “quest’esperienza ci ha reso un gruppo ancor più coeso e determinato grazie al lavoro, all’organizzazione e ai sorrisi”.

Per Francesca, studentessa di Medicina, il Festival ha promosso “un confronto a 360 gradi su un tema sempre più centrale nella vita dell’uomo, che ha stuzzicato i più tradizionalisti e incuriosito chi nella tecnologia è nato. L’entusiasmo per il progresso è stato il filo conduttore di queste tre giornate intense”.

È stato particolarmente significativo il TEDxModena Salon #BeTheFuture tenutosi nella Chiesa San Carlo e dedicato al tema dell’educazione, che ha visto gli interventi di ben due relatori del Collegio San Carlo e di un terzo selezionato dalla Conferenza…

FilosoFare: l’esperienza dei corsisti

Il 25 ottobre 2014 si è concluso il progetto “Percorsi, esperienze e strumenti per la pratica educativa. FilosoFare con i bambini” con lo svolgimento di una serie di iniziative pubbliche…