La tolleranza è una delle idee cardine della modernità europea.

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Nel corso dell’anno scolastico 2019 sono state accolte alcune classi delle scuole…

Argomenti / Centro culturale

Modernità e rivoluzione

Cartesio, Galileo, Hobbes, Locke – i principali artefici della modernità come critica – hanno istituito (per vie diverse, ma non opposte in quanto, come ha mostrato Husserl, tutti condividono il dualismo soggetto-oggetto) un sistema di pensiero fortemente polemico contro la tradizione (il mondo classico, o l’aristotelismo, o il cattolicesimo, criticati…

Cartesio, Galileo, Hobbes, Locke – i principali artefici della modernità come critica – hanno istituito (per vie diverse, ma non opposte in quanto, come ha mostrato Husserl, tutti condividono il dualismo soggetto-oggetto) un sistema di pensiero fortemente polemico contro la tradizione (il mondo classico, o l’aristotelismo, o il cattolicesimo, criticati in quanto autoritari e dogmatici), orientato ad affermare la capacità della ragione di porre l’oggetto come esterno al soggetto (il mondo) proprio con la finalità di riportarlo all’interno di coordinate grazie alle quali il soggetto può operare la confutazione delle forme erronee del pensiero e la ridislocazione delle questioni in termini di corretta concettualità. Questa critica razionalistica è propriamente un momento, una via e una…

Cartesio, Galileo, Hobbes, Locke – i principali artefici della modernità come critica – hanno istituito (per vie diverse, ma non opposte in quanto, come ha mostrato Husserl, tutti condividono il dualismo soggetto-oggetto) un sistema di pensiero fortemente polemico contro la tradizione (il mondo classico, o l’aristotelismo, o il cattolicesimo, criticati in quanto autoritari e dogmatici), orientato ad affermare la capacità della ragione di porre l’oggetto come esterno al soggetto (il mondo) proprio con la finalità di riportarlo all’interno di coordinate grazie alle quali il soggetto può operare la confutazione delle forme erronee del pensiero e la ridislocazione delle questioni in termini di corretta concettualità. Questa critica razionalistica è propriamente un momento, una via e una teoria, ed esprime la signoria del soggetto che, pur facendo parte, come motore, del sistema della conoscenza, si pone come giudice superiore ma non esterno, e divide e discrimina il vero dal falso con una norma razionale.

Complessivamente, nella forma razionalistica della critica il paradigma (cioè la ragione normativa) è una mediazione immediata e rigida (sia negli assi cartesiani sia nelle distinzioni categoriali di Kant), che ha come obiettivo la verità in quanto certezza ed esattezza. E ciò vale in due delle imprese principali del Moderno: la scienza e lo Stato. La critica, qui, dice la verità al sapere e al potere, mettendone in questione le forme inadeguate. La filosofia si candida ad agire sulla prassi: è una teoria che, attraverso la mediazione giuridica, non può non essere prassi, e tendere a produrre ordine politico razionale. È questa la critica che inerisce, in linea di principio, a un’opinione pubblica rischiarata, e che innerva una sfera pubblica razionale, nelle sue diverse articolazioni politiche e sociali.

(da C. Galli, Le forme della critica. Saggi di filosofia politica, Bologna, Il Mulino, 2020, pp. 23 e 25)*

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Karbala

L'imam come guida spirituale e politica nell'Islam sciita
Un destino decisivo per gli sviluppi del movimento sciita ebbe in sorte Husayn . La rinuncia di Hasan non spense la resistenza delle città irachene; i governatori imposti da Damasco, divenuta capitale degli Omayyadi, suscitarono reazioni di rinnovata simpatia per la causa alide. Il progetto di un’aperta ribellione cominciò a…
Un destino decisivo per gli sviluppi del movimento sciita ebbe in sorte Husayn . La rinuncia di Hasan non spense la resistenza delle città irachene; i governatori imposti da Damasco, divenuta capitale degli Omayyadi, suscitarono reazioni di rinnovata simpatia per la causa alide. Il progetto di un’aperta ribellione cominciò a concretizzarsi allorché nel 671 Mu’awiya designò suo figlio Yazid come successore, trasformando così la carica califfale in una vera e propria istituzione a carattere ereditario. Il secondo figlio di Alì e Fatima sembrò essere il candidato ideale per dare voce agli antichi e nuovi risentimenti contro un governo sul quale si andava sempre più consolidando l’accusa di empietà e di tirannia, fino a diventare per…
Un destino decisivo per gli sviluppi del movimento sciita ebbe in sorte Husayn . La rinuncia di Hasan non spense la resistenza delle città irachene; i governatori imposti da Damasco, divenuta capitale degli Omayyadi, suscitarono reazioni di rinnovata simpatia per la causa alide. Il progetto di un’aperta ribellione cominciò a concretizzarsi allorché nel 671 Mu’awiya designò suo figlio Yazid come successore, trasformando così la carica califfale in una vera e propria istituzione a carattere ereditario. Il secondo figlio di Alì e Fatima sembrò essere il candidato ideale per dare voce agli antichi e nuovi risentimenti contro un governo sul quale si andava sempre più consolidando l’accusa di empietà e di tirannia, fino a diventare per gli sciiti uno dei simboli dell’usurpazione e dell’ingiustizia. Per evitare di dover rendere atto di omaggio all’erede presuntivo omayyade, Husayn decise di spostarsi da Medina, dove risiedeva con la sua famiglia, a Mecca, territorio sacro e inviolabile; dalla città santa egli ebbe contatti segreti con l’opposizione kufana, che lo invitava a raggiungere la città irachena per mettersi alla testa di una grande rivolta. Nel settembre del 680 Husayn raccolse l’invito e si mise in viaggio nel deserto con un gruppo sparuto di compagni, circa una cinquantina di persone, fra cui i membri della sua famiglia, tentando di confondersi fra i pellegrini che percorrevano abitualmente la rotta che dall’Iraq conduceva a Mecca. Il gruppo fu intercettato e riconosciuto da una truppa inviata dal governatore, che sbarrò la strada impedendo a Husayn di tornare indietro; questi provò a proseguire il cammino risalendo l’Eufrate, ma la sua avanzata era seguita, sotto stretta sorveglianza armata, dai militari omayyadi. A poco servì l’arrivo di partigiani kufani: costretto dal messo del governatore di Kufa a prestare ufficialmente atto di omaggio a Yazid, Husayn rifiutò. I militari impedirono così alla piccola carovana qualsiasi altro movimento, e bloccarono inoltre l’accesso all’Eufrate, impedendo il rifornimento d’acqua potabile. Nell’ottobre del 680, nei pressi di Karbala, avvenne il massacro della carovana di Husayn. Questi disponeva di poche decine di soldati, che si impegnarono in un confronto disperato e numericamente impari. Sfiancati dalla sete, tutti gli uomini…

Giovanni Pindemonte

Principe di Belle Lettere
1751-1812

Paolo Boschetti

Fondatore del Collegio dei Nobili
1585-1627

Lazzaro Mocenigo

Convittore
1624-1657

Alfonso Varano

Principe di Belle Lettere
1705-1788
Citazione del giorno

Chi dice di essere felice mente, in quanto evoca la felicità, e pecca contro di essa. Fedele alla felicità è solo chi dice di essere stato felice.

Ritratto del giorno

Achille Tacoli

Principe in Scienze
1827-1908
Dal passato

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prima metà XX secolo
Le Pubblicazioni

L’altare bilingue

Immigrati orientali e religioni nella Roma imperiale
Edizioni Dehoniane - Bologna, 2014
Il Patrimonio

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Fondazione San Carlo
fine XVII secolo

Filosofia e teatro

La Tirannide da Senofonte, mise en espace dello Ierone di Senofonte, ERT − Emilia Romagna Teatro Fondazione e Fondazione San…

Studenti in cattedra

“Semel in anno…” diceva Seneca per ammettere, in una sola occasione dell’anno, qualche piccola trasgressione. Per gli studenti delle scuole…

Dai social
Dal Passato
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Sbarca a Modena l’autochrome dei fratelli Lumière

Il vivace panorama culturale  modenese ha abituato i nostri concittadini ad essere informati su tutte le più recenti innovazioni tecnologiche.…

Il vivace panorama culturale  modenese ha abituato i nostri concittadini ad essere informati su tutte le più recenti innovazioni tecnologiche. Eppure la lezione di ieri sera, alla quale erano stati invitati anche gli organi di informazione, ha ampiamente dimostrato che questo neonato Ventesimo secolo ha da offrire sempre nuove meraviglie.

Ancora una volta infatti l’Università popolare, ospitata in una affollatissima Sala Grande presso il Collegio San Carlo, ha portato all’attenzione del grande pubblico una delle più incredibili innovazioni tecnologiche. Il professor Carlo Bonacini, insegnante di Fisica e Chimica al R. Liceo Muratori, ha illustrato le ultime novità in fatto di fotografia: l’autocromia, ovvero la fotografia a colori.

Il professore ha spiegato in modo facile a comprendersi, ma con rigorosa precisione…

Il vivace panorama culturale  modenese ha abituato i nostri concittadini ad essere informati su tutte le più recenti innovazioni tecnologiche. Eppure la lezione di ieri sera, alla quale erano stati invitati anche gli organi di informazione, ha ampiamente dimostrato che questo neonato Ventesimo secolo ha da offrire sempre nuove meraviglie.

Ancora una volta infatti l’Università popolare, ospitata in una affollatissima Sala Grande presso il Collegio San Carlo, ha portato all’attenzione del grande pubblico una delle più incredibili innovazioni tecnologiche. Il professor Carlo Bonacini, insegnante di Fisica e Chimica al R. Liceo Muratori, ha illustrato le ultime novità in fatto di fotografia: l’autocromia, ovvero la fotografia a colori.

Il professore ha spiegato in modo facile a comprendersi, ma con rigorosa precisione di linguaggio scientifico, la teoria dei colori, dimostrando come con tre colori fondamentali si possa fare una gamma infinita di altri colori. E’ passato quindi a mostrare vari lavori in tricromia dichiarandone il processo di formazione.

Ma la parte che ha riscosso maggior interesse dell’intera conferenza è stata l’esposizione del nuovo sistema di autocromia che, da principio teorico, è diventata applicazione pratica grazie all’opera dei fratelli Lumière. Di questa tecnica innovativa il Bonacini ha spiegato tutta la geniale invenzione e ha proiettato numerosi saggi ottenuti da lui stesso e da egregi dilettanti della nostra città. In coda il conferenziere ha anche dato notizia di una delle numerose innovazioni che…

Publio Scipione Emiliano

Quando il Senato romano votò per iniziare la terza guerra Punica ed espugnare finalmente Cartagine scelse, per l'impresa, i due Consoli Lucio Marzio e Manlio Manilio. I due, dopo aver…