“vorrei che il…
Il mio passaggio segreto – 1
“vorrei che il…
“vorrei che il mio passaggio segreto fosse aperto a tutti”
“il mio…
Il popolo degli umani
Fra gli esseri umani del passato – tutte le specie estinte, tranne noi Homo sapiens – ci furono i Neanderthal. Li conosciamo abbastanza bene. A tal punto da poter raccontare molto sulle loro origini e sulla loro storia, sulle loro caratteristiche biologiche e sui loro comportamenti; come pure sul loro…
Fra gli esseri umani del passato – tutte le specie estinte, tranne noi Homo sapiens – ci furono i Neanderthal. Li conosciamo abbastanza bene. A tal punto da poter raccontare molto sulle loro origini e sulla loro storia, sulle loro caratteristiche biologiche e sui loro comportamenti; come pure sul loro destino. Vissero nel tardo Pleistocene. Erano diffusi in Europa, ma anche più a oriente, nel vasto territorio compreso tra il mar Mediterraneo e le steppe della Mongolia. Erano simili a noi, ma anche profondamente diversi da noi. C’è un motivo: abbiamo avuto uno stesso antenato. Poi, intorno a mezzo milione di anni fa, i discendenti di quell’antenato iniziarono percorsi evolutivi separati – rispettivamente in Europa…
Fra gli esseri umani del passato – tutte le specie estinte, tranne noi Homo sapiens – ci furono i Neanderthal. Li conosciamo abbastanza bene. A tal punto da poter raccontare molto sulle loro origini e sulla loro storia, sulle loro caratteristiche biologiche e sui loro comportamenti; come pure sul loro destino. Vissero nel tardo Pleistocene. Erano diffusi in Europa, ma anche più a oriente, nel vasto territorio compreso tra il mar Mediterraneo e le steppe della Mongolia. Erano simili a noi, ma anche profondamente diversi da noi. C’è un motivo: abbiamo avuto uno stesso antenato. Poi, intorno a mezzo milione di anni fa, i discendenti di quell’antenato iniziarono percorsi evolutivi separati – rispettivamente in Europa e in Africa – che diedero origine a due creature distinte e diverse; entrambe umane, però, entrambe figlie dello stesso padre: loro in Europa e noi in Africa. Era comunque destino che, dopo centinaia di millenni, le due specie si dovessero incontrare e confrontare sugli stessi territori. Infatti, quando entrambe sconfinarono nei territori a metà strada fra i due continenti d’origine, in Vicino Oriente cioè, entrarono in competizione per gli stessi spazi e per le stesse risorse. Il confronto si estese poi a larga parte dell’Eurasia: una coesistenza durata millenni. Le due specie entrarono allora in competizione. Tanto più cacciatori Homo sapiens crescevano di numero e si espandevano sul territorio, tanto più i cacciatori-raccoglitori Neanderthal si riducevano in numero e venivano marginalizzati. Fu così che loro si estinsero, mentre la nostra specie continuò a dilagare su tutto il pianeta. Da questo punto di vista, i Neanderthal – nostri fratelli che non ci sono più – rappresentano quanto di meglio abbiamo per descrivere i formidabili progressi di una scienza che va alla ricerca di un passato remoto che ci appartiene intimamente e che ha plasmato la nostra natura e ciò che siamo oggi, sul piano biologico come su quello culturale. Così facendo, la scienza disvela il…
Avesta
Teologia, cosmologia e antropologia nell’ermetismo antico
L’ermetismo era una dottrina elitaria, che si doveva far conoscere soltanto a pochi eletti, soprattutto là dove aveva per oggetto la teoria della rinascita, frutto di una trasmissione di conoscenza. Esso sosteneva che solamente pochi uomini, dotati di un’anima pura, ebbero in sorte il santo compito di alzare il loro…
L’ermetismo era una dottrina elitaria, che si doveva far conoscere soltanto a pochi eletti, soprattutto là dove aveva per oggetto la teoria della rinascita, frutto di una trasmissione di conoscenza. Esso sosteneva che solamente pochi uomini, dotati di un’anima pura, ebbero in sorte il santo compito di alzare il loro sguardo al cielo, e altrettanto pochi ottennero di venire illuminati dal raggio di dio attraverso il sole e di vedere così resi impotenti i loro demoni. D’altronde se, come sostiene Zosimo, il figlio di dio si trasforma e diviene ogni cosa per la salvezza delle anime sante, la missione di Ermete, inviato dal Nous a salvare il genere umano, non potrà essere diretta a tutti…
L’ermetismo era una dottrina elitaria, che si doveva far conoscere soltanto a pochi eletti, soprattutto là dove aveva per oggetto la teoria della rinascita, frutto di una trasmissione di conoscenza. Esso sosteneva che solamente pochi uomini, dotati di un’anima pura, ebbero in sorte il santo compito di alzare il loro sguardo al cielo, e altrettanto pochi ottennero di venire illuminati dal raggio di dio attraverso il sole e di vedere così resi impotenti i loro demoni. D’altronde se, come sostiene Zosimo, il figlio di dio si trasforma e diviene ogni cosa per la salvezza delle anime sante, la missione di Ermete, inviato dal Nous a salvare il genere umano, non potrà essere diretta a tutti gli uomini, se vi sono uomini senza intelletto, non diversamente dalle anime, che possono essere senza intelletto o non godere tutte del medesimo intelletto. Depositario di insegnamenti indirizzati a un numero assai ridotto di ascoltatori, l’ermetismo invitava i suoi seguaci a non mescolarsi alla massa degli altri uomini, per non diventarne vittima e non subirne la violenza. Essi dovevano invece perseguire la ricerca della conoscenza che li avrebbe condotti a conoscere dio, fonte principale di salvezza e fine per cui l’uomo è stato generato. Questa conoscenza, che coincide con la pietà, è tale da permettere di guadagnare la via verso l’immortalità, di sapere che l’uomo è dio, così che, alla fine, l’uomo stesso diventa dio. (…)
Attraverso la teurgia il seguace di Ermete Trismegisto riesce a realizzare il «proprio futuro». Essa, secondo gli Oracula Chaldaica, permetteva a chi la praticava di non mescolarsi al «gregge soggetto al destino», e per Porfirio era una purgatio anima; grazie a essa, sosteneva Giamblico, era possibile salire sino «agli dèi intelligibili»; addirittura, sempre secondo Giamblico, la teurgia ieratica permetteva di raggiungere dio attraverso le sfere celesti. (…) Soltanto attraverso la teurgia ieratica l’uomo riesce a elevarsi sino agli intelligibili e ad avere la visione rivelatrice, ottenuta per mezzo di una sorta di «legatura dei sensi», di perdita della sensibilità fisica, forse descritta da Proclo, il quale sostiene che «i teurgi, nel corso delle più segrete iniziazioni, ordinano di seppellire…
Luigi Manzini
Caterino Cornaro della Regina
Giuseppe Boccolari
Carlo Forciroli
L’opinione pubblica diventa nel Novecento l’indiscussa pietra miliare per la legittimità del potere politico e anche la posta in palio per tentativi di manipolazione e orientamento.
Carlo Piancastelli
Dirigibile in volo (lastra FSC)
Issues of Interpretation
Cristo davanti a Pilato
Filosofia e teatro
La Repubblica da Platone, mise en espace, ERT − Emilia Romagna Teatro Fondazione e Fondazione San Carlo, 7– 9 febbraio…
I diversi volti dell’ambiente
Cominciano domani le sessioni di presentazione e di discussione dei lavori condotti durante l’anno scolastico dagli studenti di 20 classi…
L’incontro con Mauro Forghieri
Un autentico viaggio nel tempo, in un’epoca di grandi passioni sportive e successi indimenticabili: questo è stato il filo conduttore…
Un autentico viaggio nel tempo, in un’epoca di grandi passioni sportive e successi indimenticabili: questo è stato il filo conduttore dell’incontro di oggi con Mauro Forghieri, direttore tecnico della Scuderia Ferrari negli “Anni d’Oro”. Sotto la sua guida, le monoposto del Cavallino Rampante hanno conquistato ben 54 Gran Premi, 4 titoli piloti e 7 titoli costruttori.
L’uomo che ha scritto la storia dei trionfi Ferrari ha ripercorso con gli studenti del Collegio della Fondazione San Carlo oltre quarant’anni di un’avventura professionale e personale ineguagliabile ai vertici dell’automobilismo sportivo. L’incontro è stato condotto da Roberta Giani, direttrice della Gazzetta di Modena.
L’ingegnere ha esortato gli studenti ad acquisire una solida preparazione nei loro percorsi di studi e a circondarsi di persone capaci: “Se dovessi…
Un autentico viaggio nel tempo, in un’epoca di grandi passioni sportive e successi indimenticabili: questo è stato il filo conduttore dell’incontro di oggi con Mauro Forghieri, direttore tecnico della Scuderia Ferrari negli “Anni d’Oro”. Sotto la sua guida, le monoposto del Cavallino Rampante hanno conquistato ben 54 Gran Premi, 4 titoli piloti e 7 titoli costruttori.
L’uomo che ha scritto la storia dei trionfi Ferrari ha ripercorso con gli studenti del Collegio della Fondazione San Carlo oltre quarant’anni di un’avventura professionale e personale ineguagliabile ai vertici dell’automobilismo sportivo. L’incontro è stato condotto da Roberta Giani, direttrice della Gazzetta di Modena.
L’ingegnere ha esortato gli studenti ad acquisire una solida preparazione nei loro percorsi di studi e a circondarsi di persone capaci: “Se dovessi dare un consiglio a un ingegnere, è quello di cercare compagni molto preparati, che siano tanti e siano bravi, perché le intuizioni non vengono mai da un solo individuo ma dagli scontri di idee in un gruppo. È da lì che nascono le idee all’avanguardia: solo dal confronto con gli altri nascono le migliori intuizioni”. Forghieri si è dilungato in particolare sull’importanza del lavoro di squadra: “l’incontro tra le culture, tra origini e sensibilità diverse, può far nascere la creatività necessaria per sviluppare le tecnologie del futuro”.
La serata era parte del ciclo “Incontri del Collegio”, nell’ambito del quale affermati professionisti e personalità di rilievo condividono con gli studenti le loro…
Piccoli filosofi al lavoro!

