Abbiamo chiesto ai…
Intuizioni sul futuro – 2
Abbiamo chiesto ai…
Abbiamo chiesto ai partecipanti al laboratori di filosofia per adulti di condividere…
I processi mentali e la conoscenza
Konrad Lorenz sosteneva che la vita può essere descritta come un «processo di conoscenza». L’adattamento biologico degli organismi è infatti analogo al costituirsi di un’immagine dell’ambiente, ovverosia all’acquisizione di informazioni relative all’ambiente. Ciò che ha dato buona prova di sé con sufficiente frequenza entra a far parte del programma genetico…
Konrad Lorenz sosteneva che la vita può essere descritta come un «processo di conoscenza». L’adattamento biologico degli organismi è infatti analogo al costituirsi di un’immagine dell’ambiente, ovverosia all’acquisizione di informazioni relative all’ambiente. Ciò che ha dato buona prova di sé con sufficiente frequenza entra a far parte del programma genetico e va a costituire un manuale di comportamento per tutti gli individui della specie. Su una scala temporale più breve, però, la vita può essere descritta come un processo conoscitivo anche a livello del singolo individuo. Le informazioni che vengono immagazzinate nel sistema nervoso a seguito delle esperienze che ciascun organismo compie interagendo con il proprio ambiente determinano quel genere di modificazione adattativa e più…
Konrad Lorenz sosteneva che la vita può essere descritta come un «processo di conoscenza». L’adattamento biologico degli organismi è infatti analogo al costituirsi di un’immagine dell’ambiente, ovverosia all’acquisizione di informazioni relative all’ambiente. Ciò che ha dato buona prova di sé con sufficiente frequenza entra a far parte del programma genetico e va a costituire un manuale di comportamento per tutti gli individui della specie. Su una scala temporale più breve, però, la vita può essere descritta come un processo conoscitivo anche a livello del singolo individuo. Le informazioni che vengono immagazzinate nel sistema nervoso a seguito delle esperienze che ciascun organismo compie interagendo con il proprio ambiente determinano quel genere di modificazione adattativa e più o meno permanente del comportamento che siamo soliti chiamare «apprendimento». Naturalmente non tutte le modificazioni adattative del comportamento debbono essere considerate un apprendimento. L’espressione «più o meno permanente» serve a escludere quelle modificazioni che possono risultare da fenomeni come la fatica o l’adattamento sensoriale, mentre l’espressione «a seguito dell’esperienza» serve a escludere quelle che possono risultare dalla maturazione, da una malattia o da altro danno fisico (altrimenti dovremmo considerare la formazione di tessuto cicatriziale come una genuina forma di memoria). Non sempre, però, quel che si impara si traduce immediatamente in una modificazione del comportamento. A volte l’apprendimento può rimanere in uno stato «latente» per quel che riguarda le sue manifestazioni comportamentali. È quindi opportuno considerare come apprendimento anche le modificazioni nella potenzialità di reagire e di comportarsi: tutto ciò che chiamiamo comunemente la conoscenza di un organismo. Tale conoscenza può essere pensata come un modello dell’ambiente, strutturato e codificato in rappresentazioni interne nel sistema nervoso le quali dirigono il comportamento. Potremmo quindi definire l’apprendimento come il processo di generazione e modificazione di rappresentazioni interne durevoli (da qualche secondo a una vita) ottenute sulla base dell’esperienza.
(da G. Vallortigara, Altre menti. Lo studio comparato della cognizione animale, Bologna, il Mulino, 2000, pp. 57-58)*
L’ascesa di Petrarca al Mont Ventoux
Avesta
All’interno dei testi avestici vi è una differenza molto forte di impostazione tra quelli antichi e quelli più recenti; infatti, nei primi il ruolo delle divinità più importanti del pantheon indo-iranico risulta praticamente nullo (fatta qualche opaca eccezione), mentre è nettissima la centralità e superiorità di Ahura Mazda. L’opposizione tra…
All’interno dei testi avestici vi è una differenza molto forte di impostazione tra quelli antichi e quelli più recenti; infatti, nei primi il ruolo delle divinità più importanti del pantheon indo-iranico risulta praticamente nullo (fatta qualche opaca eccezione), mentre è nettissima la centralità e superiorità di Ahura Mazda. L’opposizione tra i principi cosmici di ordine/verità e disordine/menzogna si concretizza nel diretto antagonismo palesato da due Mainiiu-gemelli (termine spesso tradotto come “Spirito”, ma che indica in realtà un “pensiero volitivo” e determinato, quasi un “corruccio”), l’uno detto Spenta –, ossia “benefico, accrescitore, incrementante”, l’altro Angra – (in avestico antico), “ostile, malvagio”. In poche parole, nelle Gatha il Pensiero (volitivo) Ostile, ossia il Mainiiu-Angra, non si contrappone direttamente ad…
All’interno dei testi avestici vi è una differenza molto forte di impostazione tra quelli antichi e quelli più recenti; infatti, nei primi il ruolo delle divinità più importanti del pantheon indo-iranico risulta praticamente nullo (fatta qualche opaca eccezione), mentre è nettissima la centralità e superiorità di Ahura Mazda. L’opposizione tra i principi cosmici di ordine/verità e disordine/menzogna si concretizza nel diretto antagonismo palesato da due Mainiiu-gemelli (termine spesso tradotto come “Spirito”, ma che indica in realtà un “pensiero volitivo” e determinato, quasi un “corruccio”), l’uno detto Spenta –, ossia “benefico, accrescitore, incrementante”, l’altro Angra – (in avestico antico), “ostile, malvagio”. In poche parole, nelle Gatha il Pensiero (volitivo) Ostile, ossia il Mainiiu-Angra, non si contrappone direttamente ad Ahura Mazda, ma al suo diretto gemello, Spenta Mainiiu. Nell’Avesta recente, al contrario, non solo ritroviamo pienamente venerati (o esplicitamente demonizzati, ma comunque in modo palese) gli antichi dèi dell’universo religioso politeistico, ma la stessa figura di Spenta Mainiiu sembra appannarsi, assorbita sempre più da Ahura Mazda, mentre ora è Angra Mainiiu a contrapporsi in modo diretto allo stesso Ahura Mazda. (…)
Tale mutamento nell’impianto teologico è stato diversamente spiegato; una soluzione sarebbe quella di considerare lo Zoroastrismo gathico (talora indicato anche come Zarathustrismo) come un vero e proprio monoteismo religioso, in cui Zarathustra avrebbe rigettato gli antichi dèi (daeuua), per denunciarne la falsità e l’inesistenza. Questi esseri, un tempo divini, sarebbero così stati ridotti al rango di chimere o di fantasmi mentali. Il monoteismo sarebbe stato perciò compatibile con un dualismo etico. Il ritorno al culto degli antichi dèi verrebbe pertanto spiegato come una sorta di cedimento, frutto di una mediazione, tra la comunità più vicina al radicalismo teologico di Zoroastro e altri collegi sacerdotali, meno disponibili a rinunciare completamente a una parte del pantheon tradizionale, che però sarebbe stato deprivato del titolo di daeuua e perlopiù venerato come yazata “venerabile”. Tale impianto è forte dell’argomentazione già avanzata da R. Pettazzoni secondo la quale non sarebbe il monoteismo ad essere incompatibile con il dualismo, bensì il politeismo. (…)
D’altro canto, non sono mancate critiche a tale impostazione, le quali fanno rimarcare che in realtà…
Paolo Emilio Campi
Lazzaro Mocenigo
Alfonso Varano
Giuseppe Boccolari
Nell’antico Egitto, l’animale è riconosciuto come un mezzo ritualmente efficace, la cui trasformazione e manipolazione consentono il contatto e la mediazione con la sfera extra-umana.
Leonardo Salimbeni
Porta Etrusca di Urbino, primi del Novecento (lastra FSC)
Piccole ragioni
Annales ecclesiastici
Filosofia e teatro
Il Sofista da Platone, mise en espace, ERT − Emilia Romagna Teatro Fondazione e Fondazione San Carlo, 30 novembre –…
Il Dialogo sopra i due massimi sistemi diventa graphic novel!
Quest’anno i ragazzi degli Istituti Superiori Secondari che hanno partecipato alla quarta edizione del workshop organizzato dalla Fondazione San Carlo…
Raccolta di fondi per le famiglie dei feriti e caduti della guerra Italo-Turca
Dalla redazione – Nella giornata di ieri, lunedì 4 dicembre, agli alunni delle scuole medie della città è stata concessa…
Dalla redazione – Nella giornata di ieri, lunedì 4 dicembre, agli alunni delle scuole medie della città è stata concessa una giornata di vacanza per intraprendere una passeggiata a scopo benefico. I ragazzi hanno percorso le vie cittadine per raccogliere fondi destinati alle famiglie dei giovani soldati feriti o caduti nella guerra in corso contro l’Impero Ottomano per la conquista dei territori libici della Tripolitania e della Cirenaica. La raccolta ha avuto un successo insperato, con il raggiungimento della ragguardevole somma di L. 3.500.
Questa raccolta è un ulteriore attestato di vicinanza alle famiglie dei soldati e si inserisce nell’ambito delle iniziative promosse dall’attivissimo Comitato cittadino istituito esattamente un mese fa, nel giorno della festa di S. Carlo (4 novembre),…
Dalla redazione – Nella giornata di ieri, lunedì 4 dicembre, agli alunni delle scuole medie della città è stata concessa una giornata di vacanza per intraprendere una passeggiata a scopo benefico. I ragazzi hanno percorso le vie cittadine per raccogliere fondi destinati alle famiglie dei giovani soldati feriti o caduti nella guerra in corso contro l’Impero Ottomano per la conquista dei territori libici della Tripolitania e della Cirenaica. La raccolta ha avuto un successo insperato, con il raggiungimento della ragguardevole somma di L. 3.500.
Questa raccolta è un ulteriore attestato di vicinanza alle famiglie dei soldati e si inserisce nell’ambito delle iniziative promosse dall’attivissimo Comitato cittadino istituito esattamente un mese fa, nel giorno della festa di S. Carlo (4 novembre), per volere del nostro Sindaco. Il Comitato riunisce alcuni dei nostri più illustri cittadini fra i quali emerge il prof. avv. Pio Sabbatini, Consigliere del Collegio Convitto San Carlo. Nella seduta del giorno 17 u. s. l'avvocato Sabbatini ha spronato all’offerta il Consiglio stesso e gli alunni delle scuole pareggiate del prestigioso istituto cittadino, anche in quel caso con la raccolta di una somma considerevole.
Questi risultati non devono stupire. La percezione popolare del conflitto, scoppiato il 29 settembre, è stata evidente nella giornata dedicata anche quest’anno ai festeggiamenti per il genetliaco del nostro Re, il giorno 11 novembre. Durante il concerto tenuto dalla Banda municipale e dalla Banda…
Per fare un tavolo ci vuole… un nome!

