L’Italia è oggi uno Stato in cui la popolazione autoctona tramonta inesorabilmente e la popolazione immigrata, complice la crisi economica, la pandemia e l’impossibilità di entrare legalmente, non cresce più.

Laboratorio duemilaventisei

Orizzonti mediterranei

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È dedicata alle forme di globalizzazione in età classica la nuova mostra…

Argomenti / Centro culturale

Comunicazione come ambiente

Spazi virtuali, isolamento e relazioni nell'età tecnologica

La comunicazione, oggi, non solamente si fa, ma si vive. Non è semplicemente un’attività che viene compiuta o subita dagli esseri umani, e in una certa misura anche da entità artificiali, ma costituisce, ormai, l’ambiente stesso in cui ci muoviamo e con il quale interagiamo. È questa la situazione che…

La comunicazione, oggi, non solamente si fa, ma si vive. Non è semplicemente un’attività che viene compiuta o subita dagli esseri umani, e in una certa misura anche da entità artificiali, ma costituisce, ormai, l’ambiente stesso in cui ci muoviamo e con il quale interagiamo. È questa la situazione che caratterizza la nostra epoca e che gli sviluppi tecnologici hanno reso possibile. In tal modo il concetto stesso di “comunicazione” viene a essere trasformato. Esso non indica più, solamente, l’interazione fra esseri umani, allo scopo di creare uno spazio comune. E neppure si riferisce semplicemente a un invio, a una trasmissione di dati – che riguarda le macchine e gli esseri umani, gli esseri umani…

La comunicazione, oggi, non solamente si fa, ma si vive. Non è semplicemente un’attività che viene compiuta o subita dagli esseri umani, e in una certa misura anche da entità artificiali, ma costituisce, ormai, l’ambiente stesso in cui ci muoviamo e con il quale interagiamo. È questa la situazione che caratterizza la nostra epoca e che gli sviluppi tecnologici hanno reso possibile. In tal modo il concetto stesso di “comunicazione” viene a essere trasformato. Esso non indica più, solamente, l’interazione fra esseri umani, allo scopo di creare uno spazio comune. E neppure si riferisce semplicemente a un invio, a una trasmissione di dati – che riguarda le macchine e gli esseri umani, gli esseri umani fra loro, le macchine nel loro rapporto l’una con l’altra – il quale resta in attesa di un feedback. La comunicazione è ciò che avviene in un determinato contesto di relazioni per il fatto che questo contesto è reso possibile e costantemente alimentato proprio dall’atto del comunicare. Tutto ciò è prodotto dal diffondersi potente e capillare di quella trasmissione di dati e d’informazioni che è dovuta allo sviluppo degli apparati comunicativi. Sono infatti le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, con le quali quotidianamente interagiamo integrandole nel nostro modo di vivere, quelle che incidono sull’ambiente quotidiano e creano ambienti ulteriori per le nostre attività. In altre parole, è proprio il sistematico diffondersi della trasmissione di dati e d’informazioni che fa sì che il comunicare comporti nuovamente, oggi, l’apertura di uno spazio condiviso. Questa volta, però, esso è condiviso a livello globale. Di più: coinvolge non solo soggetti che risultano virtualmente collegati fra loro da ogni luogo del mondo, ma anche agenti comunicativi sia umani che non-umani.

Ho parlato finora di “ambiente comunicativo”. Ho parlato di “infosfera”. Sembrerebbe, da quanto detto, che l’ambiente in cui ci muoviamo comunicando, e che comunicando facciamo essere, sia in generale uno solo. Non è precisamente vero. Questa, infatti, è un’altra…

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Il Corano

Stile e struttura del libro sacro dell’Islam
Argomenti / Centro studi religiosi

Torah

Rivelazione e interpretazione nell’ebraismo

Se proprio dovessi dare una definizione che sia fenomenologicamente corretta, direi che l’ebreo, il cristiano e il musulmano professano ciascuno una «religione dell’interpretazione del libro», dove l’accento cade sul termine mediano di «interpretazione». Termine mediano nel senso che «media» tra la fede (qualunque cosa si intenda per essa) e il…

Se proprio dovessi dare una definizione che sia fenomenologicamente corretta, direi che l’ebreo, il cristiano e il musulmano professano ciascuno una «religione dell’interpretazione del libro», dove l’accento cade sul termine mediano di «interpretazione». Termine mediano nel senso che «media» tra la fede (qualunque cosa si intenda per essa) e il libro come testo sacro ricevuto da Dio e come tale trasmesso in forma intangibile nel corso delle generazioni. E nel senso che senza l’interpretazione e senza la storia di quest’arte intrinsecamente religiosa – come ha mostrato uno dei padri dell’ermeneutica contemporanea, Hans-Georg Gadamer – né il libro servirebbe alla fede né la fede si sentirebbe vincolata a un testo sacro. A me pare si possa…

Se proprio dovessi dare una definizione che sia fenomenologicamente corretta, direi che l’ebreo, il cristiano e il musulmano professano ciascuno una «religione dell’interpretazione del libro», dove l’accento cade sul termine mediano di «interpretazione». Termine mediano nel senso che «media» tra la fede (qualunque cosa si intenda per essa) e il libro come testo sacro ricevuto da Dio e come tale trasmesso in forma intangibile nel corso delle generazioni. E nel senso che senza l’interpretazione e senza la storia di quest’arte intrinsecamente religiosa – come ha mostrato uno dei padri dell’ermeneutica contemporanea, Hans-Georg Gadamer – né il libro servirebbe alla fede né la fede si sentirebbe vincolata a un testo sacro. A me pare si possa dire che né la Torà, che costituisce la parte centrale del Tanakh nella tradizione ebraica; né i Vangeli e più in generale il Nuovo Testamento dei cristiani; né il Corano e la Sunna (la raccolta dei detti del profeta Muhammad) sono testi che i credenti ricevono senza una catena storica di interpretazioni orali. Anzi, proprio tale storia ermeneutica di oralità, a sua volta ricevuta e trasmessa, costituisce l’alveo principale della vita religiosa delle tre religioni monoteiste.

Nel giudaismo la distinzione tra Torà orale e Torà scritta è fondamentale e rappresenta, non a caso, un punto di distinzione con il cristianesimo. Quest’ultimo, infatti, condivide con il giudaismo – essendo nato in esso – tutto il patrimonio della Torà scritta, esistente fino all’epoca di Gesù, ma non i testi ebraici successivi come il Talmud. Ora, il Talmud è il cuore della Torà orale, ossia l’insieme delle interpretazioni e delle regole esegetiche e della giurisprudenza religiosa (halakhà) con cui la Bibbia ebraica – intesa come Torà scritta – viene letta e applicata alla vita degli ebrei. Da duemila anni i depositari di questa arte dell’interpretazione ebraica sono i «maestri», ovvero i rabbini, che non sono i preti del giudaismo ma solo degli studiosi che hanno approfondito la conoscenza del «libro sacro» e delle sue interpretazioni date nel corso delle generazioni, e che quindi hanno titolo per aggiungere altre interpretazioni e nuove applicazioni a quelle già date. Per questo…

Giovan Battista Ayroli

Convittore
1731-1808

Giuseppe Campori

Principe di Scienze e Arti
1821-1887

Giovanni Pindemonte

Principe di Belle Lettere
1751-1812

Federico Manfredini

Convittore
1743-1829
Citazione del giorno

Jules Verne presenta al mondo della scienza un grafico dei problemi da superare, costituendo una straordinaria fonte di ispirazione per i protagonisti della futura era spaziale.

Ritratto del giorno

Paolo Boschetti

Fondatore del Collegio dei Nobili
1578-1627
Dal passato

Il teatro del Collegio

1911-1914
Le Pubblicazioni

L’ebreo emancipato

Attualità dell’antisemitismo in Europa
Edizioni Dehoniane - Bologna, 2019
Il Patrimonio

Galleria d’ingresso

Fondazione San Carlo
1820-1830

Filosofia e teatro

Le Leggi da Platone, mise en espace – testi tratti da Platone: Critone, Le Leggi, Minosse, ERT − Emilia Romagna…

Utopie di ieri, utopie di oggi

Un originale cantiere di idee e di riflessioni. Appare questa la formula più indicata per definire il workshop con le…

Dai social
Vita di collegio
Vita di collegio

Un incontro da Nobel

Si è prolungato a lungo per rispondere alle curiosità degli studenti l’incontro con Alberto Gatto, ricercatore al Politecnico di Milano…

Si è prolungato a lungo per rispondere alle curiosità degli studenti l’incontro con Alberto Gatto, ricercatore al Politecnico di Milano presso il dipartimento di Elettronica, informazione e bioingegneria, membro del gruppo di lavoro che ha dimostrato l’esistenza delle onde gravitazionali, ottenendo il Nobel 2017 per la fisica.

In una lezione chiara e appassionata, Alberto Gatto ha raccontato ai collegiali della Fondazione San Carlo “Perché Einstein aveva ragione (ma dimostrarlo è stato difficile)”. La sua testimonianza sulla scoperta delle onde gravitazionali, sulla bellezza della ricerca scientifica e sull’importanza di sbagliare è stata di stimolo e di ispirazione per gli studenti.

Nel racconto di Gatto, “il 14 settembre 2015 alle ore 11.51, per la prima volta nella storia, un team di ricerca…

Si è prolungato a lungo per rispondere alle curiosità degli studenti l’incontro con Alberto Gatto, ricercatore al Politecnico di Milano presso il dipartimento di Elettronica, informazione e bioingegneria, membro del gruppo di lavoro che ha dimostrato l’esistenza delle onde gravitazionali, ottenendo il Nobel 2017 per la fisica.

In una lezione chiara e appassionata, Alberto Gatto ha raccontato ai collegiali della Fondazione San Carlo “Perché Einstein aveva ragione (ma dimostrarlo è stato difficile)”. La sua testimonianza sulla scoperta delle onde gravitazionali, sulla bellezza della ricerca scientifica e sull’importanza di sbagliare è stata di stimolo e di ispirazione per gli studenti.

Nel racconto di Gatto, “il 14 settembre 2015 alle ore 11.51, per la prima volta nella storia, un team di ricerca è riuscito a captare un’onda gravitazionale, dopo almeno cent’anni di ricerche. È come se, quel giorno, avessimo iniziato a sentire: fino a lì avevamo condotto le nostre ricerche come se avessimo avuto un solo senso, quello della vista. In quel momento era come se, per la prima volta, nella ricerca delle origini dell’Universo avessimo acquisito l’udito”.

L’incontro è stato condotto dal professor Alberto Quartarone, docente all’Università Luigi Bocconi di Milano e autore televisivo, titolare di un corso di comunicazione e personal branding nell’ambito del progetto formativo del Collegio.

Con la coda dell’occhio

Si è tenuta ieri, presso la Fondazione San Carlo, la conferenza di apertura della prima edizione del progetto “Piccole ragioni. Filosofia con i bambini”. È intervenuto Alfonso M. Iacono, docente…