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Nella Mesopotamia antica il mondo dei morti è popolato da molteplici figure – divine, “demoniache”, “eroiche” – e il mondo dei vivi, fondamentalmente, ne teme le incursioni.

Laboratorio duemilaventisei

Carte e caratteri in archivio

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Rendere viva e presente la storia del passato è la base per…

Argomenti / Centro culturale

Le rivoluzioni nelle scienze della vita

Dalla biologia molecolare alle questioni attuali

Lo sviluppo della microbiologia o batteriologia, produsse, a partire dalla seconda metà degli anni Ottanta del XIX secolo, una rivoluzione al tempo stesso medico-scientifica e sociale. Medica perché alla ‘dottrina dei germi’ si associò rapidamente una tecnica di attenuazione della virulenza dei microorganismi patogeni, con il conseguente sviluppo della immunologia…

Lo sviluppo della microbiologia o batteriologia, produsse, a partire dalla seconda metà degli anni Ottanta del XIX secolo, una rivoluzione al tempo stesso medico-scientifica e sociale. Medica perché alla ‘dottrina dei germi’ si associò rapidamente una tecnica di attenuazione della virulenza dei microorganismi patogeni, con il conseguente sviluppo della immunologia e della sieroterapia; sociale perché grazie a un complesso processo che è stato definito di «medicalizzazione della società», il rapporto medico-paziente-ambienti di vita e di lavoro veniva reimpostato, spostando l’accento dalla cura del singolo malato alla prevenzione delle malattie a livello sociale. Questo processo in un certo senso portava a compimento ed estendeva il processo della «medicalizzazione dell’ospedale», che era stato il risultato dell’altra grande…

Lo sviluppo della microbiologia o batteriologia, produsse, a partire dalla seconda metà degli anni Ottanta del XIX secolo, una rivoluzione al tempo stesso medico-scientifica e sociale. Medica perché alla ‘dottrina dei germi’ si associò rapidamente una tecnica di attenuazione della virulenza dei microorganismi patogeni, con il conseguente sviluppo della immunologia e della sieroterapia; sociale perché grazie a un complesso processo che è stato definito di «medicalizzazione della società», il rapporto medico-paziente-ambienti di vita e di lavoro veniva reimpostato, spostando l’accento dalla cura del singolo malato alla prevenzione delle malattie a livello sociale. Questo processo in un certo senso portava a compimento ed estendeva il processo della «medicalizzazione dell’ospedale», che era stato il risultato dell’altra grande rivoluzione medica del XIX secolo, legata alla nascita della clinica e al diffondersi della scuola anatomo-clinica. I risultati di questa «medicalizzazione sociale» furono il rapido sviluppo in molti stati europei di una nuova legislazione di sanità pubblica, la messa in opera, nonostante ritardi e difficoltà, di una profilassi generalizzata contro le malattie epidemiche ed endemiche, lo stabilirsi, per la prima volta dopo secoli di pestilenze catastrofiche e sotto la spinta drammatica delle due prime pandemie di colera, di una collaborazione sanitaria internazionale per il controllo delle epidemie. Questo vasto movimento medico e sociale è marcato da una chiara discontinuità. Prima di Louis Pasteur e Robert Koch, gli igienisti avevano cercato le cause esterne delle malattie, su scala macroscopica nell’ambiente naturale e sociale: le condizioni delle città e del luoghi di lavoro, il clima, lo stato del terreno, l’aria, i rifiuti, le acque. D’altro canto, i clinici si erano interessati ai fattori esclusivamente interni e individuali delle malattie (come le predisposizioni, le costituzioni, gli umori), o a fenomeni accidentali (le ferite, le fratture, le intossicazioni). Infine, la «medicina scientifica» con la patologia cellulare, la chimica fisiologica e la fisiologia sperimentale, studiava anch’essa i fattori interni dell’organismo, ridefinendo i rapporti fra il normale e il patologico e…

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La riforma ecclesiastica del secolo XI e i suoi esiti

Da Gregorio VII a Francesco d’Assisi
Argomenti / Centro studi religiosi

Donne musulmane

Tra emancipazione e controllo socio-religioso

Nel VII secolo il Corano formulò un modello giuridico estremamente progressista per l’epoca. Pure iscritto in un ordine sociale patriarcale, l’Islam andava a garantire alcuni diritti fondamentali alle donne, sebbene nella subordinazione all’uomo: un preciso statuto civile; alcune garanzie matrimoniali (dote, diritto al mantenimento); alcune garanzie economiche (diritto all’eredità, anche…

Nel VII secolo il Corano formulò un modello giuridico estremamente progressista per l’epoca. Pure iscritto in un ordine sociale patriarcale, l’Islam andava a garantire alcuni diritti fondamentali alle donne, sebbene nella subordinazione all’uomo: un preciso statuto civile; alcune garanzie matrimoniali (dote, diritto al mantenimento); alcune garanzie economiche (diritto all’eredità, anche se in misura dimezzata rispetto ai maschi in ragione del mantenimento coniugale, divisione dei beni nel matrimonio e diritto alla conservazione e alla gestione autonoma dei propri beni); alcuni diritti coniugali (come il divorzio in caso di mancato mantenimento, maltrattamenti o altro). Nella prassi, i modelli patriarcali prevalenti dall’Albania al Marocco conservarono o svilupparono sistemi che non sempre garantivano alle donne questi diritti, conformandosi alla…

Nel VII secolo il Corano formulò un modello giuridico estremamente progressista per l’epoca. Pure iscritto in un ordine sociale patriarcale, l’Islam andava a garantire alcuni diritti fondamentali alle donne, sebbene nella subordinazione all’uomo: un preciso statuto civile; alcune garanzie matrimoniali (dote, diritto al mantenimento); alcune garanzie economiche (diritto all’eredità, anche se in misura dimezzata rispetto ai maschi in ragione del mantenimento coniugale, divisione dei beni nel matrimonio e diritto alla conservazione e alla gestione autonoma dei propri beni); alcuni diritti coniugali (come il divorzio in caso di mancato mantenimento, maltrattamenti o altro). Nella prassi, i modelli patriarcali prevalenti dall’Albania al Marocco conservarono o svilupparono sistemi che non sempre garantivano alle donne questi diritti, conformandosi alla sharia nella forma, ma non nella sostanza o dando priorità a quei frammenti di Tradizione che potevano giustificare comportamenti sociali reazionari, ignorandone opportunamente altri di segno opposto. L’associazione Islam-patriarcato non è un dato sostanziale, ma una costruzione sociale. Sul piano teorico nulla impediva alle comunità islamizzate di interpretare il Corano in senso progressista invece che in senso ancor più conservatore di quanto indicato nel testo, ad esempio eludendo alcune disposizioni discriminatorie del diritto di famiglia allo stesso modo in cui vennero eluse quelle sull’usura attraverso gli hiyal. Al contrario, in un mondo dominato dagli uomini (padri, mariti, capifamiglia, governanti e giudici), i sotterfugi contro la legge coranica anche per quanto concerneva il diritto matrimoniale, favoriti da qâdî e muftì consenzienti, furono – e continuano a essere – moneta corrente, normalmente a sfavore delle donne. Ad esempio, per una donna è sempre stato estremamente difficile ottenere il divorzio da un marito dissenziente, anche a dispetto della normativa prevista; le donne raramente hanno esercitato il diritto di allegare al contratto matrimoniale clausole a loro tutela; sarebbe anche interessante verificare quante mogli nella storia islamica abbiano chiesto la separazione per insoddisfazione sessuale – caso previsto da alcune scuole sharaitiche. Le norme sociali di stampo patriarcale hanno talvolta prevalso sulla legge religiosa anche là dove questa era esplicita: in alcune regioni sono state disattese persino le regole successorie, che essendo dettagliatamente descritte nel testo coranico non possono dare luogo…

Caterino Cornaro della Regina

Convittore
1624-1669

Giuseppe Campori

Principe di Scienze e Arti
1821-1887

Filippo Guicciardi

Convittore
1704-1786

Paolo Emilio Campi

Accademico dissonante
1729-1796
Citazione del giorno

Io dico liberamente il mio parere su tutte le cose, anche su quelle che oltrepassano la mia capacità, e che ritengo non siano affatto di mia competenza.

Ritratto del giorno

Massimiliano Francesco Angelelli

Accademico di Belle Lettere
1775-1853
Dal passato

Figurini per abiti dei convittori

1849-1859
Le Pubblicazioni

Democrazia

Storia e teoria di un'esperienza filosofica e politica
il Mulino - Bologna, 2011
Il Patrimonio

Biblia Sacra

Fondo antico della Biblioteca San Carlo
1588

Filosofia e teatro

Il Sofista da Platone, mise en espace, ERT − Emilia Romagna Teatro Fondazione e Fondazione San Carlo, 30 novembre –…

La nuova vita “green” del Direzionale Manfredini

In occasione del workshop di quest’anno, dedicato al tema dell’ambiente e organizzato dalla Fondazione San Carlo, i ragazzi della 4…

Dai social
Dal Passato
Dal Passato

Via libera all’ultimo lotto di lavori di allargamento della via Emilia

Il portavoce di Sua Altezza Serenissima duca Francesco III ha reso noto che a breve partiranno i lavori per l’annunciato…
Il portavoce di Sua Altezza Serenissima duca Francesco III ha reso noto che a breve partiranno i lavori per l’annunciato allargamento dell’ultimo tratto della Strada Maestra, detta anche via Emilia. Da anni sono in corso i lavori per allargare l’intero percorso da Porta Sant’Agostino alla Porta Bologna. L’opera è giunta ormai a buon punto ed è stato in questi giorni approvato l’ultimo lotto di interventi che riguarda il tratto compreso fra lo stabile del Collegio San Carlo e la prospiciente Casa Azzani. I Padri della Congregazione di San Carlo hanno ottenuto che non venisse toccato il loro portico. È in progetto la demolizione di tutto il fronte strada a partire dall’ultima colonna appartenente al Collegio fino al Canal Grande e…
Il portavoce di Sua Altezza Serenissima duca Francesco III ha reso noto che a breve partiranno i lavori per l’annunciato allargamento dell’ultimo tratto della Strada Maestra, detta anche via Emilia. Da anni sono in corso i lavori per allargare l’intero percorso da Porta Sant’Agostino alla Porta Bologna. L’opera è giunta ormai a buon punto ed è stato in questi giorni approvato l’ultimo lotto di interventi che riguarda il tratto compreso fra lo stabile del Collegio San Carlo e la prospiciente Casa Azzani. I Padri della Congregazione di San Carlo hanno ottenuto che non venisse toccato il loro portico. È in progetto la demolizione di tutto il fronte strada a partire dall’ultima colonna appartenente al Collegio fino al Canal Grande e di tutto il portico di fronte, dall’incrocio con via San Carlo sempre fino al Canal Grande. Per mantenere una coerenza estetica con il predetto portico del Collegio saranno ricostruiti i prospetti dei palazzi appartenenti all’isolato del Collegio e sarà prolungato il colonnato stesso del Collegio con colonne di marmo uguali alle già esistenti in altezza e fattura. Nel corso del medesimo annuncio il portavoce ducale ha rassicurato i proprietari degli immobili interessati dall’intervento: la Camera Ducale ha predisposto, a fronte della riduzione della superficie abitabile di ciascuno stabile, un congruo risarcimento in contanti. Nella foto: Pittore modenese, Il Portico del Collegio e la Croce della Pietra, ante 1764

Il nido delle idee

Si è concluso ieri il ciclo di conferenze dal titolo “Il nido delle idee” dedicato alla filosofia con i bambini che la Fondazione San Carlo di Modena ha organizzato in…