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Gli esseri umani, in quanto individui e in quanto persone, sono animali troppo complicati e simbolici per accontentarsi delle merci e del denaro.

Laboratorio duemilaventisei

Un volto molte persone

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Nell’ambito dell’esposizione fotografica Una faccia una razza di Francesco Radino, proposta dalla…

Argomenti / Centro culturale

I processi mentali e la conoscenza

Dall'etologia alle neuroscienze

Konrad Lorenz sosteneva che la vita può essere descritta come un «processo di conoscenza». L’adattamento biologico degli organismi è infatti analogo al costituirsi di un’immagine dell’ambiente, ovverosia all’acquisizione di informazioni relative all’ambiente. Ciò che ha dato buona prova di sé con sufficiente frequenza entra a far parte del programma genetico…

Konrad Lorenz sosteneva che la vita può essere descritta come un «processo di conoscenza». L’adattamento biologico degli organismi è infatti analogo al costituirsi di un’immagine dell’ambiente, ovverosia all’acquisizione di informazioni relative all’ambiente. Ciò che ha dato buona prova di sé con sufficiente frequenza entra a far parte del programma genetico e va a costituire un manuale di comportamento per tutti gli individui della specie. Su una scala temporale più breve, però, la vita può essere descritta come un processo conoscitivo anche a livello del singolo individuo. Le informazioni che vengono immagazzinate nel sistema nervoso a seguito delle esperienze che ciascun organismo compie interagendo con il proprio ambiente determinano quel genere di modificazione adattativa e più…

Konrad Lorenz sosteneva che la vita può essere descritta come un «processo di conoscenza». L’adattamento biologico degli organismi è infatti analogo al costituirsi di un’immagine dell’ambiente, ovverosia all’acquisizione di informazioni relative all’ambiente. Ciò che ha dato buona prova di sé con sufficiente frequenza entra a far parte del programma genetico e va a costituire un manuale di comportamento per tutti gli individui della specie. Su una scala temporale più breve, però, la vita può essere descritta come un processo conoscitivo anche a livello del singolo individuo. Le informazioni che vengono immagazzinate nel sistema nervoso a seguito delle esperienze che ciascun organismo compie interagendo con il proprio ambiente determinano quel genere di modificazione adattativa e più o meno permanente del comportamento che siamo soliti chiamare «apprendimento». Naturalmente non tutte le modificazioni adattative del comportamento debbono essere considerate un apprendimento. L’espressione «più o meno permanente» serve a escludere quelle modificazioni che possono risultare da fenomeni come la fatica o l’adattamento sensoriale, mentre l’espressione «a seguito dell’esperienza» serve a escludere quelle che possono risultare dalla maturazione, da una malattia o da altro danno fisico (altrimenti dovremmo considerare la formazione di tessuto cicatriziale come una genuina forma di memoria). Non sempre, però, quel che si impara si traduce immediatamente in una modificazione del comportamento. A volte l’apprendimento può rimanere in uno stato «latente» per quel che riguarda le sue manifestazioni comportamentali. È quindi opportuno considerare come apprendimento anche le modificazioni nella potenzialità di reagire e di comportarsi: tutto ciò che chiamiamo comunemente la conoscenza di un organismo. Tale conoscenza può essere pensata come un modello dell’ambiente, strutturato e codificato in rappresentazioni interne nel sistema nervoso le quali dirigono il comportamento. Potremmo quindi definire l’apprendimento come il processo di generazione e modificazione di rappresentazioni interne durevoli (da qualche secondo a una vita) ottenute sulla base dell’esperienza.

(da G. Vallortigara, Altre menti. Lo studio comparato della cognizione animale, Bologna, il Mulino, 2000, pp. 57-58)*

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Gerusalemme

Profetismo e messianismo nella tradizione biblica ebraica
Argomenti / Centro studi religiosi

Il pastorato femminile

Pratiche religiose e riflessioni teologiche nelle tradizioni protestanti

La lotta delle suffragiste nell’Ottocento aveva, come è ovvio, anche delle ripercussioni sull’organizzazione delle chiese. Le donne, che chiedevano il voto nella società civile, spingevano per avere l’accesso al ministero pastorale. A dire la verità, nel movimento metodista fin dall’epoca di Wesley (intorno al 1760) le donne pregavano e testimoniavano…

La lotta delle suffragiste nell’Ottocento aveva, come è ovvio, anche delle ripercussioni sull’organizzazione delle chiese. Le donne, che chiedevano il voto nella società civile, spingevano per avere l’accesso al ministero pastorale. A dire la verità, nel movimento metodista fin dall’epoca di Wesley (intorno al 1760) le donne pregavano e testimoniavano in pubblico e alcune erano capi-gruppo (class leaders); Sara Mallet fu anche autorizzata alla predicazione da Wesley e dalla Conferenza metodista nel 1786. Tuttavia la prima chiesa a consacrare una donna al ministero pastorale fu quella episcopale del New England. Solo nel 1880, dopo una lunga lotta in altre chiese evangeliche che la autorizzavano alla predicazione ma non alla celebrazione dei sacramenti, Anna Howard Shaw…

La lotta delle suffragiste nell’Ottocento aveva, come è ovvio, anche delle ripercussioni sull’organizzazione delle chiese. Le donne, che chiedevano il voto nella società civile, spingevano per avere l’accesso al ministero pastorale. A dire la verità, nel movimento metodista fin dall’epoca di Wesley (intorno al 1760) le donne pregavano e testimoniavano in pubblico e alcune erano capi-gruppo (class leaders); Sara Mallet fu anche autorizzata alla predicazione da Wesley e dalla Conferenza metodista nel 1786. Tuttavia la prima chiesa a consacrare una donna al ministero pastorale fu quella episcopale del New England. Solo nel 1880, dopo una lunga lotta in altre chiese evangeliche che la autorizzavano alla predicazione ma non alla celebrazione dei sacramenti, Anna Howard Shaw fu consacrata pastore. Ella stessa però lasciò il pastorato dopo qualche anno per lavorare a tempo pieno nelle organizzazioni per la temperanza e il suffragio. In realtà, come sottolinea Jean Beaubérot, a questo punto non fu più tanto il pulpito ad essere negato alle donne. La lotta delle suffragiste nel mondo anglosassone aveva mostrato l’energia, l’efficacia e l’autorità della parola pubblica delle donne. L’ultimo ostacolo, benché non vi fosse alcun motivo teologico, fu l’amministrazione dei sacramenti. In Italia le tappe della partecipazione femminile ai ministeri riconosciuti fu molto lenta. Nel 1903 venne accettato nella chiesa valdese il voto delle donne ma soltanto nel 1930 fu ammessa l’eleggibilità delle donne nei consigli di chiesa, come «diaconesse», e quindi anche la loro possibile presenza ai Sinodi. La prima donna fu deputata a un Sinodo soltanto nel 1949. Prima di arrivare al riconoscimento del ministero femminile si passò attraverso una fase, breve ma significativa, in cui alle donne era concesso l’esercizio di ogni compito pastorale, esclusa l’amministrazione dei sacramenti. Inoltre, in quella fase, era richiesto che le donne non fossero sposate. Per arrivare a far sì che il Sinodo, nel 1962, riconoscesse il pastorato femminile a tutti gli effetti, le organizzazioni delle donne valdesi dovettero combattere una battaglia teologica. A livello pratico non ci furono invece particolari ripercussioni o opposizioni nelle comunità rispetto al ministero femminile. Sicuramente la presenza di donne nel pastorato e nella predicazione ha aiutato…

Paolo Emilio Campi

Accademico dissonante
1729-1796

Giacomo Molza

Convittore
1715-1792

Carlo Forciroli

Accademico dissonante
1761-1794

Giovan Battista Ayroli

Convittore
1731-1808
Citazione del giorno

Ciò che è più bello è non cedere alle presunte disgrazie per cui teme la nostra natura comune. Non bisogna comportarsi in modo volgare, ma come grandi atleti respingere i colpi della sorte.

Ritratto del giorno

Leonardo Salimbeni

Principe di Scienze
1829-1889
Dal passato

Aula del Collegio

prima metà XX secolo
Le Pubblicazioni

Piccole ragioni

Filosofia con i bambini
Franco Cosimo Panini - Modena, 2012
Il Patrimonio

Annales ecclesiastici

Fondo antico della Biblioteca San Carlo
1624

Filosofia e teatro

Il Sofista da Platone, mise en espace, ERT − Emilia Romagna Teatro Fondazione e Fondazione San Carlo, 30 novembre –…

Il Dialogo sopra i due massimi sistemi diventa graphic novel!

Quest’anno i ragazzi degli Istituti Superiori Secondari che hanno partecipato alla quarta edizione del workshop organizzato dalla Fondazione San Carlo…

Dai social
Dal Passato
Dal Passato

Al via i lavori per l’altare maggiore della Chiesa di San Carlo

In occasione della conferenza stampa di questa mattina i Padri della Congregazione della Beata Vergine e di San Carlo hanno…

In occasione della conferenza stampa di questa mattina i Padri della Congregazione della Beata Vergine e di San Carlo hanno reso nota la decisione presa nel corso della seduta di ieri di completare con una decorazione in stucco il grande coro della loro chiesa.

Si è appreso che l’artigiano incaricato per compiere gli stucchi, del quale non è ancora stato svelato ufficialmente il nome, aveva già presentato alcuni disegni alla Congregazione Segreta. Il sottoguardiano li ha sottoposti ieri al Consiglio per l’approvazione. Fonti vicine al Consiglio stesso suggeriscono che si debba trattare di Antonio Traeri, maestro nell’arte dello stucco, il quale ha terminato da circa due anni i lavori per i Gesuiti in San Bartolomeo. Le stesse fonti assicurano d’aver…

In occasione della conferenza stampa di questa mattina i Padri della Congregazione della Beata Vergine e di San Carlo hanno reso nota la decisione presa nel corso della seduta di ieri di completare con una decorazione in stucco il grande coro della loro chiesa.

Si è appreso che l’artigiano incaricato per compiere gli stucchi, del quale non è ancora stato svelato ufficialmente il nome, aveva già presentato alcuni disegni alla Congregazione Segreta. Il sottoguardiano li ha sottoposti ieri al Consiglio per l’approvazione. Fonti vicine al Consiglio stesso suggeriscono che si debba trattare di Antonio Traeri, maestro nell’arte dello stucco, il quale ha terminato da circa due anni i lavori per i Gesuiti in San Bartolomeo. Le stesse fonti assicurano d’aver visionato la bozza del contratto in base al quale il Traeri dovrà impegnarsi a lavorare solo per la Congregazione: come capomastro dovrà scegliere e coordinare tutti gli artigiani che gli saranno necessari per compiere il lavoro.

Nella stessa seduta è stata specificata la fonte di finanziamento: saranno venduti a nobili e cavalieri i banchi grandi in mezzo alla chiesa, a eccezione dei due banconi più grandi verso l’altare di San Giuseppe che saranno riservati ai Confratelli. Una seconda fonte di finanziamento per l’opera verrà dalla vendita del dipinto rappresentante i Santi Antonio e Vincenzo, posizionato provvisoriamente sopra l’altare maggiore, il quale non troverà spazio nel nuovo progetto. I Padri intendono…

Per fare un tavolo ci vuole… un nome!

«I limiti del mio linguaggio sono i limiti del mio mondo», ci ha insegnato il filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein. Da questa riflessione nasce il laboratorio di filosofia con i bambini…