La filosofia è una teoria che, attraverso la mediazione giuridica, non può non essere prassi, e tendere a produrre ordine politico razionale

Laboratorio duemilaventisei

Intuizioni sul futuro – 3

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Abbiamo chiesto ai partecipanti al laboratori di filosofia per adulti di condividere…

Argomenti / Centro culturale

Tra passato e futuro

Realismo e utopia nella cultura del Rinascimento
Il centro della cultura del Rinascimento sta in una dialettica continua – e aperta a esiti molto diversi – fra una visione tragica della realtà a tutti i livelli e una straordinaria capacità di costruire modelli utopici; sta, appunto, nel rapporto tra “disincanto” e “utopia”. Questa polarità, presente nei maggiori…
Il centro della cultura del Rinascimento sta in una dialettica continua – e aperta a esiti molto diversi – fra una visione tragica della realtà a tutti i livelli e una straordinaria capacità di costruire modelli utopici; sta, appunto, nel rapporto tra “disincanto” e “utopia”. Questa polarità, presente nei maggiori pensatori dell’epoca rinascimentale – da Machiavelli a Bruno – non è accidentale. Tutt’altro. Quella del Rinascimento è una cultura imperniata nel contrasto fra poli che non si sciolgono mai l’uno nell’altro, essendo elementi costanti di una tensione la quale, specie nei suoi rappresentanti più alti, non si risolve mai in maniera definitiva, una volta per tutte. Sta qui, al fondo, l’originalità e la specificità di…
Il centro della cultura del Rinascimento sta in una dialettica continua – e aperta a esiti molto diversi – fra una visione tragica della realtà a tutti i livelli e una straordinaria capacità di costruire modelli utopici; sta, appunto, nel rapporto tra “disincanto” e “utopia”. Questa polarità, presente nei maggiori pensatori dell’epoca rinascimentale – da Machiavelli a Bruno – non è accidentale. Tutt’altro. Quella del Rinascimento è una cultura imperniata nel contrasto fra poli che non si sciolgono mai l’uno nell’altro, essendo elementi costanti di una tensione la quale, specie nei suoi rappresentanti più alti, non si risolve mai in maniera definitiva, una volta per tutte. Sta qui, al fondo, l’originalità e la specificità di quell’epoca straordinaria; e qui sta anche la distanza fra l’esperienza rinascimentale e quello che si è soliti definire “mondo moderno”, il quale si è confrontato con molte di quelle tensioni, ma dando a esse un esito originale, in un quadro assai definito. A differenza di quanto abbia pensato una gloriosa tradizione storiografica, tra Rinascimento e “mondo moderno” ci sono differenze incolmabili, pur se lungamente occultate dal mito del Rinascimento come “genesi” dell’età moderna. Insistere ancora su modelli di ascendenza genericamente burckhardtiana, incentrati sulla rivendicazione del carattere “solare”, armonico del Rinascimento (modelli da cui in verità è lo stesso Burckhardt ad essere del tutto lontano), è, dunque, sbagliato. Ma è altrettanto sbagliato battere in modo unilaterale sulla dimensione notturna, umbratile del Rinascimento, che pure c’è stata, e in modo cospicuo, ma che non può diventare una sorta di moda, come spesso è accaduto negli ultimi decenni, per motivi di ordine storico che non sarebbe difficile decifrare. Sono, l’uno e l’altro, modelli critici da cui occorre prendere le distanze. Come si è cominciato a dire, il nucleo centrale di questa esperienza sta, infatti, nella dialettica costante – e mai risolta – tra disincanto e utopia, tra sogno e disperazione, tra acuto, e tragico, realismo e una straordinaria…
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Educazione al linguaggio

Piccole ragioni. Filosofia con i bambini
Argomenti / Centro studi religiosi

Coccodrilli e scarabei

Il culto degli animali nell’antico Egitto

Presentare il divino sotto forma animale è un fenomeno diffuso, che oltrepassa i confini geografici e cronologici dell’Egitto; il ricorso a una simbologia animale, e al valore sacrale che solitamente l’accompagna, costituisce una strategia generale per conferire concreta leggibilità all’extra-umano e ai possibili rapporti che con quello si intendono costruire.…

Presentare il divino sotto forma animale è un fenomeno diffuso, che oltrepassa i confini geografici e cronologici dell’Egitto; il ricorso a una simbologia animale, e al valore sacrale che solitamente l’accompagna, costituisce una strategia generale per conferire concreta leggibilità all’extra-umano e ai possibili rapporti che con quello si intendono costruire. La peculiarità del caso egiziano risiede nel fatto che «l’animalità (…) forma una delle trame essenziali del politeismo» (Anna M.G. Capomacchia): essa informa in maniera pervasiva l’universo religioso e contribuisce in maniera decisiva alla costruzione di un pantheon articolato e complesso. Come giustamente sottolinea Erik Hornung, «la religione egiziana antica utilizza gli animali in quanto individui vivi, immagini e opere d’arte, per fornire informazioni sulla…

Presentare il divino sotto forma animale è un fenomeno diffuso, che oltrepassa i confini geografici e cronologici dell’Egitto; il ricorso a una simbologia animale, e al valore sacrale che solitamente l’accompagna, costituisce una strategia generale per conferire concreta leggibilità all’extra-umano e ai possibili rapporti che con quello si intendono costruire. La peculiarità del caso egiziano risiede nel fatto che «l’animalità (…) forma una delle trame essenziali del politeismo» (Anna M.G. Capomacchia): essa informa in maniera pervasiva l’universo religioso e contribuisce in maniera decisiva alla costruzione di un pantheon articolato e complesso. Come giustamente sottolinea Erik Hornung, «la religione egiziana antica utilizza gli animali in quanto individui vivi, immagini e opere d’arte, per fornire informazioni sulla natura degli dèi». Questo aspetto non ha mancato di suscitare l’attenzione e la reazione degli autori antichi: a partire da Erodoto, il teriomorfismo degli dèi e la venerazione di animali sacri sono stati un focus tematico importante nella rappresentazione della cultura faraonica come «altro», oggetto di esotica curiosità, imbarazzante incertezza o ironica condanna.

In Egitto il fenomeno del culto degli animali costituisce dunque un aspetto della pratica religiosa in cui il coinvolgimento e l’integrazione di animali viventi in contesti rituali giocano un ruolo essenziale e rappresentano un tema importante della elaborazione monumentale.

Il riferimento alla dimensione pratica e alla costruzione rituale dell’azione religiosa mette bene in luce la varietà dei modi, delle forme e dei contesti in cui la presenza animale viene articolata come fulcro dell’esperienza religiosa e, conseguentemente, il suo significato viene elaborato concettualmente.

In questa prospettiva, appare evidente come tale presenza animale non sia riducibile a un unico contenuto definito (mummificazione e sepoltura nella percezione comune) ma comprenda invece un ampio spettro di manifestazioni e attività rituali incentrate su specifici individui o gruppi: mantenimento di esemplari scelti all’interno dell’area templare; trattamento/annientamento rituale di forze caotiche in forma animale; utilizzo di animali o parti animali con finalità magiche o oracolari. Di fronte a un repertorio così diversificato, il fenomeno delle necropoli animali rappresenta, dunque, una soluzione particolarmente vistosa, che non esaurisce però il ventaglio delle possibilità. Si tratta piuttosto, in questo come negli altri…

Filippo Guicciardi

Convittore
1704-1786

Caterino Cornaro della Regina

Convittore
1624-1669

Lazzaro Mocenigo

Convittore
1624-1657

Paolo Boschetti

Fondatore del Collegio dei Nobili
1585-1627
Citazione del giorno

Scegli una perdita, piuttosto che un guadagno turpe: la prima, infatti, addolorerà una sola volta; l’altro, invece, sempre.

Ritratto del giorno

Filippo Filonardi

Principe di Belle Lettere
1753-1834
Dal passato

Astanti osservano un dirigibile (lastra FSC)

Le Pubblicazioni

Vita quotidiana di un maestro neoplatonico

Le radici tardoantiche dell'educazione
Edizioni Dehoniane - Bologna, 2017
Il Patrimonio

Le nozze di Maria

Chiesa di San Carlo
1766-1779

Filosofia e teatro

Il Sofista da Platone, mise en espace, ERT − Emilia Romagna Teatro Fondazione e Fondazione San Carlo, 30 novembre –…

Un dialogo immaginario tra filosofi

Il complesso tema affrontato dai 470 studenti delle 19 classi degli Istituti Secondari Superiori di Modena e provincia nella quarta…

Dai social
Dal Passato
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Un ospite internazionale alla presentazione del libro del marchese Campori

“Dal Castello, trasformato in Dogana, parte una metropolitana merci che corre sotto la città di Modena. Il palazzo Civico è…

“Dal Castello, trasformato in Dogana, parte una metropolitana merci che corre sotto la città di Modena. Il palazzo Civico è stato interamente rivestito di lastre d’alabastro: su di esse ogni giorno vengono scritte le notizie quotidiane, gratuite come le copie dei giornali in consultazione al gabinetto letterario aperto accanto alla Biblioteca. Qui potete trovare anche libri e stampe dei sei continenti: giacché ora se ne conoscono sei! L’ultimo è appena stato scoperto da un veneziano e questi lo ha battezzato ‘continente S. Marco’.

Le strade, ricoperte non più da selciato ma da una sorta di panno feltro di fitta tessitura, impenetrabile all’acqua, permettono alle carrozze di scorrere senza rumore e ai cavalli di legno con movimenti automatici di passare senza…

“Dal Castello, trasformato in Dogana, parte una metropolitana merci che corre sotto la città di Modena. Il palazzo Civico è stato interamente rivestito di lastre d’alabastro: su di esse ogni giorno vengono scritte le notizie quotidiane, gratuite come le copie dei giornali in consultazione al gabinetto letterario aperto accanto alla Biblioteca. Qui potete trovare anche libri e stampe dei sei continenti: giacché ora se ne conoscono sei! L’ultimo è appena stato scoperto da un veneziano e questi lo ha battezzato ‘continente S. Marco’.

Le strade, ricoperte non più da selciato ma da una sorta di panno feltro di fitta tessitura, impenetrabile all’acqua, permettono alle carrozze di scorrere senza rumore e ai cavalli di legno con movimenti automatici di passare senza battere gli zoccoli. Le case in ferro fuso non hanno fondamenta: sono pensate per essere spostate all’occorrenza per sfuggire ad un cattivo vicino o ad un suonatore di violino. Giunto a quella che un tempo era la mia casa, una scala con gradini che si muovevano da soli mi ha portato al primo piano…”.

Le righe appena riportate sono un sunto della Modena fra cento anni contenuta nell’ultima fatica letteraria che il marchese Cesare Campori, con la collaborazione del conte Luigi Forni, presenteranno questa sera alle 18.00 ai membri dell’Accademia di Scienze Lettere e Arti. Nell’occasione, data la proiezione verso il futuro che quest’opera porta in sé e, come…

Disegniamo la felicità

Bianca ha cinque anni, i capelli arruffati e mossi e uno sguardo indagatore. Si è seduta silenziosamente sui cuscini colorati, scalza, e legge un libro preso dallo scaffale della biblioteca,…