Nel corso dell’anno…
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Nel corso dell’anno scolastico 2019 sono state accolte alcune classi delle scuole…
Contro le immagini della mente
Al centro dell’intero progetto di ricerca delle scienze cognitive c’è un modello, quello del calcolatore. Il cognitivismo prende alla lettera questo modello e afferma che la mente funziona come un calcolatore, anzi è un calcolatore (biologico). E cosa fa un calcolatore, fisicamente? Trasforma numeri in altri numeri, e questi, a…
Al centro dell’intero progetto di ricerca delle scienze cognitive c’è un modello, quello del calcolatore. Il cognitivismo prende alla lettera questo modello e afferma che la mente funziona come un calcolatore, anzi è un calcolatore (biologico). E cosa fa un calcolatore, fisicamente? Trasforma numeri in altri numeri, e questi, a loro volta, attivano dei dispositivi meccanici (ad esempio, un braccio meccanico) che compiono determinati movimenti (l’output). Ma cosa è un numero, per il calcolatore? Un certo stato fisico (ad esempio, una determinata tensione elettrica su un determinato circuito) che, proprio in quanto stato fisico, si può trasformare in un altro stato fisico. In questo quadro, secondo il filosofo e scienziato cognitivo Jerry Fodor, «prendere una…
Al centro dell’intero progetto di ricerca delle scienze cognitive c’è un modello, quello del calcolatore. Il cognitivismo prende alla lettera questo modello e afferma che la mente funziona come un calcolatore, anzi è un calcolatore (biologico). E cosa fa un calcolatore, fisicamente? Trasforma numeri in altri numeri, e questi, a loro volta, attivano dei dispositivi meccanici (ad esempio, un braccio meccanico) che compiono determinati movimenti (l’output). Ma cosa è un numero, per il calcolatore? Un certo stato fisico (ad esempio, una determinata tensione elettrica su un determinato circuito) che, proprio in quanto stato fisico, si può trasformare in un altro stato fisico. In questo quadro, secondo il filosofo e scienziato cognitivo Jerry Fodor, «prendere una decisione è un processo computazionale; l’atto che l’agente esegue è la conseguenza di computazioni definite su rappresentazioni di azioni possibili. Senza rappresentazioni non ci sono computazioni». La chiosa finale è il centro dell’argomentazione: se la mente è affine a un calcolatore, e questo esegue calcoli su rappresentazioni (numeri, ad esempio), senza rappresentazioni non possono esserci calcoli, e quindi – nella analogia – mente. Una teoria scientifica della mente presuppone quindi che la mente sia un sistema logico capace di effettuare calcoli su rappresentazioni. Ma intanto, che tipo di calcoli? Se il nostro agente si trova nella situazione S, e crede che – quando si è in S – se A allora B, siccome vuole B allora deve prima «scegliere» A. Questa inferenza, perché la nostra teoria della mente non sia dualistica, deve accadere da qualche parte, cioè mediante e sulle rappresentazioni: «I processi cognitivi sono processi computazionali e pertanto presuppongono un sistema rappresentazionale». Il punto centrale è questo: il pensiero razionale è una specie di calcolo, e siccome vogliamo costruire una teoria scientifica del pensiero umano – ossia una psicologia scientifica – è necessario anche specificare che cosa calcolino quei pensieri. Calcolano appunto rappresentazioni, le quali, sempre per evitare il dualismo, devono poi essere entità…
L’invenzione della scrittura e la nascita delle civiltà
Sutra del Loto
La conferenza prenderà in esame il Sutra del Loto (Saddharmapundarika-sutra), uno dei testi più significativi del buddhismo Mahayana. Con il termine sanscrito Mahayana (grande veicolo) si intende un insieme di insegnamenti e di scuole buddhiste che proclamano la superiorità spirituale della via del bodhisattva rispetto a quella dell’arhat prevista dal…
La conferenza prenderà in esame il Sutra del Loto (Saddharmapundarika-sutra), uno dei testi più significativi del buddhismo Mahayana. Con il termine sanscrito Mahayana (grande veicolo) si intende un insieme di insegnamenti e di scuole buddhiste che proclamano la superiorità spirituale della via del bodhisattva rispetto a quella dell’arhat prevista dal buddhismo originario (Hinayana, piccolo veicolo). Mentre l’arhat è un individuo che sceglie la vita monacale e che si dedica innanzitutto alla salvezza personale, il bodhisattva può anche essere un laico e fa voto di operare per la salvezza di tutti gli esseri.
Attualmente tutte le scuole buddhiste esistenti, eccetto la scuola Theravada («Scuola degli anziani», presente nello Sri Lanka e nel Sud asiatico), sono di…
La conferenza prenderà in esame il Sutra del Loto (Saddharmapundarika-sutra), uno dei testi più significativi del buddhismo Mahayana. Con il termine sanscrito Mahayana (grande veicolo) si intende un insieme di insegnamenti e di scuole buddhiste che proclamano la superiorità spirituale della via del bodhisattva rispetto a quella dell’arhat prevista dal buddhismo originario (Hinayana, piccolo veicolo). Mentre l’arhat è un individuo che sceglie la vita monacale e che si dedica innanzitutto alla salvezza personale, il bodhisattva può anche essere un laico e fa voto di operare per la salvezza di tutti gli esseri.
Attualmente tutte le scuole buddhiste esistenti, eccetto la scuola Theravada («Scuola degli anziani», presente nello Sri Lanka e nel Sud asiatico), sono di derivazione Mahayana. Le opere più antiche appartenenti al corpus mahayana, oggi raccolto nel Canone cinese e nel Canone tibetano, compaiono tra il I sec. a.C. e il I sec. d.C. e ribadiscono tre insegnamenti fondamentali: la perfezione (paramita) più elevata è la prajna (saggezza o conoscenza profonda); il contenuto della prajna è la vacuità (sunyata); l’ideale del saggio che realizza la saggezza profonda è il bodhisattva.
Composto tra il I e il II secolo d.C., il Sutra del Loto fu tradotto in più lingue e si diffuse in tutta l’Asia centrale e nell’Estremo Oriente. In questo sutra il Buddha Sakyamuni presenta il Buddha ekayana (il veicolo unico del Buddha) in cui verrebbero condensate tutte le altre «vie» buddhiste, compresa quella Hinayana. La dottrina è enunciata a partire dall’esposizione dell’idea di Tathata ovvero della «Realtà per come essa è». Inoltre, nel Sutra del Loto il Buddha Sakyamuni afferma di essere il Buddha eterno, cioè di non essere mai entrato nel pari nirvana (estinzione definitiva) e di aver conseguito la bodhi da tempo immemorabile. Pertanto, qui la figura del Buddha storico comincia ad avere connotati quasi divini (eternità e onniscienza).
Giuseppe Boccolari
Paolo Boschetti
Luigi Manzini
Lazzaro Mocenigo
«Stranieri, chi siete? Da dove venite, viaggiando sul mare?». In questa domanda che Polifemo rivolge a Ulisse e ai suoi compagni risiede l’autentico significato dell’Odissea.
Gabardo Gabardi Brocchi
Mont Saint-Michel, primi del Novecento (lastra FSC)
Luoghi segreti e pratiche nascoste
Ostensorio
Filosofia e teatro
Le Operette morali da Giacomo Leopardi, mise en espace, ERT − Emilia Romagna Teatro Fondazione e Fondazione San Carlo, 7…
1984. L’ultimo uomo d’Europa
L’Istituto d’Arte A. Venturi ha partecipato al workshop organizzato dalla Fondazione San Carlo di Modena presentando il cortometraggio 1984. L’ultimo…
La Giunta comunale diserta la funzione in Duomo per il Santo Patrono
Nella serata di ieri, 31 gennaio, festa di San Geminiano patrono della città di Modena, e ancora nella mattinata di…
Nella serata di ieri, 31 gennaio, festa di San Geminiano patrono della città di Modena, e ancora nella mattinata di oggi la redazione è stata sommersa da lettere di protesta delle dame della città e dei parroci delle diverse chiese. Nelle lettere si chiede al Sindaco e alla Giunta Comunale di rispondere dell’affronto dell’assenza di una rappresentanza comunale alla funzione solenne celebrata in Duomo ieri mattina; ad alimentare la protesta sono stati affissi manifesti per la città.
In realtà la decisione di non partecipare era stata presa dalla Giunta comunale già nei giorni precedenti, tanto che i consiglieri clericali avv. Bonetti, Bortolucci, Rizzatti, Giuseppe e Vincenzo Casoli e Amorth avevano presentato al sindaco, il giorno 27 gennaio, una interrogazione con…
Nella serata di ieri, 31 gennaio, festa di San Geminiano patrono della città di Modena, e ancora nella mattinata di oggi la redazione è stata sommersa da lettere di protesta delle dame della città e dei parroci delle diverse chiese. Nelle lettere si chiede al Sindaco e alla Giunta Comunale di rispondere dell’affronto dell’assenza di una rappresentanza comunale alla funzione solenne celebrata in Duomo ieri mattina; ad alimentare la protesta sono stati affissi manifesti per la città.
In realtà la decisione di non partecipare era stata presa dalla Giunta comunale già nei giorni precedenti, tanto che i consiglieri clericali avv. Bonetti, Bortolucci, Rizzatti, Giuseppe e Vincenzo Casoli e Amorth avevano presentato al sindaco, il giorno 27 gennaio, una interrogazione con la quale chiedevano conto dei motivi che hanno indotto la Giunta e il suo capo a deliberare il non intervento in duomo, interrompendo così una tradizione centenaria.
Quella sera stessa, riunitosi il Consiglio, ai firmatari dell’interrogazione ha risposto il Sindaco, Cav. Cesare Pagani, dicendo che “La Giunta Comunale è rispettosa di tutte le libertà e quindi anche di quella religiosa, ma non crede di dovere essa stessa adempiere a mansioni di carattere religioso e perciò ha deciso di astenersi dall’intervenire in Duomo. E’ convinta con ciò di adempiere ad obblighi che le sono fatti dalla sua qualità di autorità civica ed amministrativa. Null’altro deve aggiungere”.
Naturalmente la dichiarazione non ha…
Bambini e cittadini

