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Media digitali e forme di potere
Big data
I manoscritti di Qumran
Nel Deserto di Giuda sono stati scoperti alcuni siti contenenti manoscritti molto antichi, primo dei quali quello di Qumran nel 1947. (…) Via via che i manoscritti venivano reperiti e trascritti, gli studiosi avevano già posto, con prudenza, delle ipotesi sulla loro origine. Nei primi anni di lavoro le teorie…
Nel Deserto di Giuda sono stati scoperti alcuni siti contenenti manoscritti molto antichi, primo dei quali quello di Qumran nel 1947. (…) Via via che i manoscritti venivano reperiti e trascritti, gli studiosi avevano già posto, con prudenza, delle ipotesi sulla loro origine. Nei primi anni di lavoro le teorie sugli autori di questi scritti sono state molto diverse l’una dall’altra e spesso anche contraddittorie, soprattutto riguardo alle opere sconosciute. Inoltre, per datare i manoscritti, c’era bisogno primariamente dello studio paleografico di questi scritti e, avendo a disposizione scarso materiale coevo, le datazioni che sono risultate hanno avuto bisogno dei dati degli altri manoscritti che intanto venivano alla luce, soprattutto di quelli che presentavano notizie…
Nel Deserto di Giuda sono stati scoperti alcuni siti contenenti manoscritti molto antichi, primo dei quali quello di Qumran nel 1947. (…) Via via che i manoscritti venivano reperiti e trascritti, gli studiosi avevano già posto, con prudenza, delle ipotesi sulla loro origine. Nei primi anni di lavoro le teorie sugli autori di questi scritti sono state molto diverse l’una dall’altra e spesso anche contraddittorie, soprattutto riguardo alle opere sconosciute. Inoltre, per datare i manoscritti, c’era bisogno primariamente dello studio paleografico di questi scritti e, avendo a disposizione scarso materiale coevo, le datazioni che sono risultate hanno avuto bisogno dei dati degli altri manoscritti che intanto venivano alla luce, soprattutto di quelli che presentavano notizie storiche interne. Negli anni la scienza paleografica applicata ai manoscritti di Qumran ha raggiunto un grado di certezza molto alto, suffragato poi anche da conferme di tipo fisico come il Carbonio 14 e nuove tecniche di laboratorio più sofisticate. Per cui oggi la datazione di questi testi è ormai fuori discussione: a Qumran sono stati trovati testi scritti tra il III secolo a.C. e il I d.C. Ciò significa evidentemente che non sono frutto di un unico gruppo. Ora si può asserire che ci sono stati, in un determinato periodo storico, gruppi di fedeli che hanno reputato gli scritti realizzati prima della loro formazione come autorevoli e che, di conseguenza, dovessero essere custoditi e studiati. Non si tratta solo di testi biblici, ma anche di testi provenienti da una tradizione che oggi è stata denominata come enochica.
Chi fossero le persone che hanno avuto così cura di tutta questa letteratura, che praticamente comprende quasi tutta la produzione del pensiero giudaico fino al I secolo a.C. e anche qualcosa del I secolo d.C., non è dato saperlo con certezza. Sicuramente a Qumran non sono state rinvenute opere che si possano collegare direttamente a correnti di pensiero come quella dei sadducei o dei farisei o, tanto meno, dei cristiani. Secondo quanto è stato accertato, si può comunque dire che in base a certe opere trovate nelle grotte, come la Regola della Comunità o il Documento di Damasco,…
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Leonardo Salimbeni
Porta Etrusca di Urbino, primi del Novecento (lastra FSC)
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Il Dialogo sopra i due massimi sistemi diventa graphic novel!
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Formiggini e la filosofia del ridere
Ieri sera nella Sala Grande del Collegio San Carlo si è tenuta l’undicesima lezione dell’Università Popolare con un ospite d’eccezione,…
Ieri sera nella Sala Grande del Collegio San Carlo si è tenuta l’undicesima lezione dell’Università Popolare con un ospite d’eccezione, il Prof. Angiolino Fortunato Formiggini da Modena. Il celebre scrittore ed editore è stato il protagonista di una lezione sulla “Filosofia del riso” e nell’intera serata ha tenuto avvinto il pubblico con un argomento che interessa ciascuno da vicino: non ha infatti trattato del riso nella letteratura e nelle arti, ma della sua importanza nella vita.
Dopo aver sorvolato rapidamente la questione se il ridere sia esclusiva caratteristica dell’uomo, e dopo avere accennato ad argomenti speciali come al ridere in altri popoli e in altre culture, al ridere nei bambini, alla geografia del ridere, al ridere rispetto al carattere…
Ieri sera nella Sala Grande del Collegio San Carlo si è tenuta l’undicesima lezione dell’Università Popolare con un ospite d’eccezione, il Prof. Angiolino Fortunato Formiggini da Modena. Il celebre scrittore ed editore è stato il protagonista di una lezione sulla “Filosofia del riso” e nell’intera serata ha tenuto avvinto il pubblico con un argomento che interessa ciascuno da vicino: non ha infatti trattato del riso nella letteratura e nelle arti, ma della sua importanza nella vita.
Dopo aver sorvolato rapidamente la questione se il ridere sia esclusiva caratteristica dell’uomo, e dopo avere accennato ad argomenti speciali come al ridere in altri popoli e in altre culture, al ridere nei bambini, alla geografia del ridere, al ridere rispetto al carattere ed al grande tema dell’umorismo, ha posto la domanda essenziale: “che cosa è il riso?”
E non tanto dal punto di vista fisiologico, quanto da quello psicologico. Formiggini ha analizzato il motivo psicologico che ci fa ridere nelle più diverse occasioni, come davanti all’obbiettivo di un cinematografo o di una macchina fotografica, dicendo che una teoria unitaria del ridere oggi non è possibile, come non è possibile una valutazione sintetica del fenomeno. Affermò che si deve essere amici sinceri delle forme più intellettuali e disinteressate del ridere, perché se Mazzini disse che la vita non è felicità, ma dovere, è altresì vero che nessun dovere può precedere quello di amare…
Antioco
Seleuco Callinico Re d'Asia ebbe due figli: un altro Seleuco, poi detto Cerauno, e Antioco, che si conquistò il nome di Grande.
Cerauno era il primogenito. Succeduto al padre, il…

