Nell’antico Egitto, nel corso dei secoli, le pratiche funerarie riservate ai faraoni divennero sempre più diffuse e comuni. Il Libro dei morti è in parte la conclusione di questo processo, al punto che è possibile parlare di una sorta di “democratizzazione dell’aldilà”.

Laboratorio duemilaventisei

Intuizioni sul futuro – 2

Abbiamo chiesto ai…

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Abbiamo chiesto ai partecipanti al laboratori di filosofia per adulti di condividere…

Argomenti / Centro culturale

Il popolo degli umani

Dalle origini alla storia

Fra gli esseri umani del passato – tutte le specie estinte, tranne noi Homo sapiens – ci furono i Neanderthal. Li conosciamo abbastanza bene. A tal punto da poter raccontare molto sulle loro origini e sulla loro storia, sulle loro caratteristiche biologiche e sui loro comportamenti; come pure sul loro…

Fra gli esseri umani del passato – tutte le specie estinte, tranne noi Homo sapiens – ci furono i Neanderthal. Li conosciamo abbastanza bene. A tal punto da poter raccontare molto sulle loro origini e sulla loro storia, sulle loro caratteristiche biologiche e sui loro comportamenti; come pure sul loro destino. Vissero nel tardo Pleistocene. Erano diffusi in Europa, ma anche più a oriente, nel vasto territorio compreso tra il mar Mediterraneo e le steppe della Mongolia. Erano simili a noi, ma anche profondamente diversi da noi. C’è un motivo: abbiamo avuto uno stesso antenato. Poi, intorno a mezzo milione di anni fa, i discendenti di quell’antenato iniziarono percorsi evolutivi separati – rispettivamente in Europa…

Fra gli esseri umani del passato – tutte le specie estinte, tranne noi Homo sapiens – ci furono i Neanderthal. Li conosciamo abbastanza bene. A tal punto da poter raccontare molto sulle loro origini e sulla loro storia, sulle loro caratteristiche biologiche e sui loro comportamenti; come pure sul loro destino. Vissero nel tardo Pleistocene. Erano diffusi in Europa, ma anche più a oriente, nel vasto territorio compreso tra il mar Mediterraneo e le steppe della Mongolia. Erano simili a noi, ma anche profondamente diversi da noi. C’è un motivo: abbiamo avuto uno stesso antenato. Poi, intorno a mezzo milione di anni fa, i discendenti di quell’antenato iniziarono percorsi evolutivi separati – rispettivamente in Europa e in Africa – che diedero origine a due creature distinte e diverse; entrambe umane, però, entrambe figlie dello stesso padre: loro in Europa e noi in Africa. Era comunque destino che, dopo centinaia di millenni, le due specie si dovessero incontrare e confrontare sugli stessi territori. Infatti, quando entrambe sconfinarono nei territori a metà strada fra i due continenti d’origine, in Vicino Oriente cioè, entrarono in competizione per gli stessi spazi e per le stesse risorse. Il confronto si estese poi a larga parte dell’Eurasia: una coesistenza durata millenni. Le due specie entrarono allora in competizione. Tanto più cacciatori Homo sapiens crescevano di numero e si espandevano sul territorio, tanto più i cacciatori-raccoglitori Neanderthal si riducevano in numero e venivano marginalizzati. Fu così che loro si estinsero, mentre la nostra specie continuò a dilagare su tutto il pianeta. Da questo punto di vista, i Neanderthal – nostri fratelli che non ci sono più – rappresentano quanto di meglio abbiamo per descrivere i formidabili progressi di una scienza che va alla ricerca di un passato remoto che ci appartiene intimamente e che ha plasmato la nostra natura e ciò che siamo oggi, sul piano biologico come su quello culturale. Così facendo, la scienza disvela il…

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Modernità e rivoluzione

Argomenti / Centro studi religiosi

Teologia, cosmologia e antropologia nell’ermetismo antico

L’ermetismo era una dottrina elitaria, che si doveva far conoscere soltanto a pochi eletti, soprattutto là dove aveva per oggetto la teoria della rinascita, frutto di una trasmissione di conoscenza. Esso sosteneva che solamente pochi uomini, dotati di un’anima pura, ebbero in sorte il santo compito di alzare il loro…

L’ermetismo era una dottrina elitaria, che si doveva far conoscere soltanto a pochi eletti, soprattutto là dove aveva per oggetto la teoria della rinascita, frutto di una trasmissione di conoscenza. Esso sosteneva che solamente pochi uomini, dotati di un’anima pura, ebbero in sorte il santo compito di alzare il loro sguardo al cielo, e altrettanto pochi ottennero di venire illuminati dal raggio di dio attraverso il sole e di vedere così resi impotenti i loro demoni. D’altronde se, come sostiene Zosimo, il figlio di dio si trasforma e diviene ogni cosa per la salvezza delle anime sante, la missione di Ermete, inviato dal Nous a salvare il genere umano, non potrà essere diretta a tutti…

L’ermetismo era una dottrina elitaria, che si doveva far conoscere soltanto a pochi eletti, soprattutto là dove aveva per oggetto la teoria della rinascita, frutto di una trasmissione di conoscenza. Esso sosteneva che solamente pochi uomini, dotati di un’anima pura, ebbero in sorte il santo compito di alzare il loro sguardo al cielo, e altrettanto pochi ottennero di venire illuminati dal raggio di dio attraverso il sole e di vedere così resi impotenti i loro demoni. D’altronde se, come sostiene Zosimo, il figlio di dio si trasforma e diviene ogni cosa per la salvezza delle anime sante, la missione di Ermete, inviato dal Nous a salvare il genere umano, non potrà essere diretta a tutti gli uomini, se vi sono uomini senza intelletto, non diversamente dalle anime, che possono essere senza intelletto o non godere tutte del medesimo intelletto. Depositario di insegnamenti indirizzati a un numero assai ridotto di ascoltatori, l’ermetismo invitava i suoi seguaci a non mescolarsi alla massa degli altri uomini, per non diventarne vittima e non subirne la violenza. Essi dovevano invece perseguire la ricerca della conoscenza che li avrebbe condotti a conoscere dio, fonte principale di salvezza e fine per cui l’uomo è stato generato. Questa conoscenza, che coincide con la pietà, è tale da permettere di guadagnare la via verso l’immortalità, di sapere che l’uomo è dio, così che, alla fine, l’uomo stesso diventa dio. (…)

Attraverso la teurgia il seguace di Ermete Trismegisto riesce a realizzare il «proprio futuro». Essa, secondo gli Oracula Chaldaica, permetteva a chi la praticava di non mescolarsi al «gregge soggetto al destino», e per Porfirio era una purgatio anima; grazie a essa, sosteneva Giamblico, era possibile salire sino «agli dèi intelligibili»; addirittura, sempre secondo Giamblico, la teurgia ieratica permetteva di raggiungere dio attraverso le sfere celesti. (…) Soltanto attraverso la teurgia ieratica l’uomo riesce a elevarsi sino agli intelligibili e ad avere la visione rivelatrice, ottenuta per mezzo di una sorta di «legatura dei sensi», di perdita della sensibilità fisica, forse descritta da Proclo, il quale sostiene che «i teurgi, nel corso delle più segrete iniziazioni, ordinano di seppellire…

Federico Manfredini

Convittore
1743-1829

Giuseppe Campori

Principe di Scienze e Arti
1821-1887

Giacomo Molza

Convittore
1715-1792

Giovanni Pindemonte

Principe di Belle Lettere
1751-1812
Citazione del giorno

Il trionfo dell’arte è nel condurre ad altro che se stessi: alla vita, in funzione della piena coscienza del patto che lega lo spirito al mondo.

Ritratto del giorno

Cesare Campori

Principe di Scienze e Arti
1814-1880
Dal passato

Giovanni Pascoli in una lastra della FSC

Le Pubblicazioni

La Fondazione Collegio San Carlo

a Modena
Franco Cosimo Panini - Modena, 2017
Il Patrimonio

Cristo davanti a Pilato

Fondazione San Caro
prima metà XIX secolo

Filosofia e teatro

Il Sofista da Platone, mise en espace, ERT − Emilia Romagna Teatro Fondazione e Fondazione San Carlo, 30 novembre –…

Tecnica e rivoluzione artistica

La tecnica come forma di conoscenza e come arte di “saper fare” è il tema su cui si è incentrato…

Dai social
Dal Passato
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Piccoli guai al Collegio San Carlo: storie di colombi e di vino

È giunta in queste ore da Milano, dalla sede del governo della Repubblica Cispadana, la risposta a una comunicazione inviata…
È giunta in queste ore da Milano, dalla sede del governo della Repubblica Cispadana, la risposta a una comunicazione inviata dal Direttore del Collegio dei Nobili, oggi Collegio Nazionale. Nei giorni scorsi il Direttore aveva rivolto una supplica al Ministro degli Affari Interni affinché questi potesse aiutarlo a risolvere due questioni delicate riguardanti gli alunni del Collegio. Inviati come tutti gli anni in campagna per la caccia, questi ultimi si sono lamentati di avervi trovato solo passeri perché i contrabbandieri avevano ucciso tutti i colombi delle colombaie. La stessa sorte era toccata al pollame dei medesimi possidenti sia in campagna che in città. Si teme la ritorsione delle famiglie dei giovani che potrebbero decidere di ritirare i ragazzi, anche a…
È giunta in queste ore da Milano, dalla sede del governo della Repubblica Cispadana, la risposta a una comunicazione inviata dal Direttore del Collegio dei Nobili, oggi Collegio Nazionale. Nei giorni scorsi il Direttore aveva rivolto una supplica al Ministro degli Affari Interni affinché questi potesse aiutarlo a risolvere due questioni delicate riguardanti gli alunni del Collegio. Inviati come tutti gli anni in campagna per la caccia, questi ultimi si sono lamentati di avervi trovato solo passeri perché i contrabbandieri avevano ucciso tutti i colombi delle colombaie. La stessa sorte era toccata al pollame dei medesimi possidenti sia in campagna che in città. Si teme la ritorsione delle famiglie dei giovani che potrebbero decidere di ritirare i ragazzi, anche a fronte della decisione di cui si dà ora conto, presa dal direttore stesso senza consultare prima le autorità ma unicamente sulla base della sua esperienza di educatore. Interpellato nel merito, il Consigliere-Consultore di Stato, Gran Dignitario dell’Ordine della Corona di Ferro, Grand’Aquila della Legion d’Onore, Membro dell’Istituto Nazionale, nonché Direttore Generale della Pubblica Istruzione, ovvero il Ministro, dall’alto della sua lungimiranza ha ritenuto opportuno avallare la decisione comunicatagli dal Direttore del Collegio che ha ritenuto, stante i disordini che più volte si sono manifestati nelle camerate, di poter limitare agli alunni la quantità di vino sia a pranzo che a cena visto che i ragazzi hanno fra gli otto e…

Un progetto europeo sulla filosofia con i bambini

Da settembre 2017 la Fondazione Collegio San Carlo è partner del progetto europeo “Children as Philosophers”, cofinanziato dal Programma Erasmus Plus della Commissione Europea e dedicato alle pratiche di filosofia…